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Moritz de Hadeln
È morto Moritz de Hadeln, celebre per essere stato il direttore artistico di festival come Locarno, Berlino, Venezia. Malato da tempo, è deceduto in un ospedale di Nyon, in Svizzera. Aveva 85 anni.
Nato nel 1940 a Exeter, in Inghilterra, de Hadel ha iniziato come direttore della fotografia e regista di documentari. Nel 1969, insieme alla moglie Erika (sodale anche sul lavoro: all’inizio del terzo millennio hanno costituito una società specializzata in consulenza cinematografica e gestione degli eventi), ha fondato il Festival Internazionale del Cinema Documentario di Nyon, oggi noto come Vision du Réel. Dal 1972 al 1977, ha diretto il Festival Internazionale del Cinema di Locarno, contribuendo a rinnovare la manifestazione, sia rafforzando le proiezioni all’aperto in Piazza Grande sia introducendo eventi collaterali per intercettare nuove tendenze.
Dal 1980, de Hadeln ha diretto la Berlinale, incarico che ha ricoperto fino al 2001. Durante il suo lungo mandato, insieme a Beki Probst fondò l’European Film Market, diede spazio all’emergente cinema cinese emergente e, in seguito al crollo del Muro di Berlino, colse l’occasione per affermare la centralità del festival nel riattivare la vita culturale della città ormai riunita, culminando il processo con l’istituzione della nuova sede a Potsdamer Platz. La Berlinale di Hadeln ha lanciato registi come Roland Emmerich, Tsai Ming-liang, Gus Van Sant, Ang Lee e Zhang Yimou.
Nel 2002, de Hadeln è stato il primo direttore artistico non italiano a guidare la Mostra del Cinema di Venezia, incarico arrivato a pochi mesi dall’inizio effettivo dell’edizione: allestì un programma che comprendeva cinque titoli Miramax di Harvey Weinstein, tra cui Frida e The Hours. Quando il produttore fu travolto dallo scandalo delle molestie, de Hadeln fu pesantemente criticato per aver definito l’ormai ex magnate “uno dei pochi di Hollywood che amavano davvero il cinema”, lamentandosi inoltre del linciaggio che stava subendo. Segnata da tensioni e pressioni politiche, la direzione artistica durò fino al 2003, quando de Hadeln fu sostituito da Marco Muller.
