È morto Alexander Kluge, uno dei più importanti cineasti europei, nonché tra i massimi rappresentanti del Nuovo Cinema Tedesco. Lo scorso 14 febbraio aveva compiuto 94 anni. Artista totale e intellettuale influente, Kluge fu uno dei fautori della corrente cinematografica che segno la Germania Ovest tra gli anni Sessanta e Settanta, ma si è distinto anche in altri campi. Come scrittore è da annoverare nel Gruppo 47, il movimento culturale di sinistra che intendeva far risorgere la cultura della Germania repressa dopo l’avvento del nazismo; come imprenditore ha fondato la dctp, una società di produzione con la quale riuscì a creare una piattaforma per programmi indipendenti per la televisione privata.

Dapprima avvocato, Kluge si avvicina al cinema nel 1960, esordendo come regista con Brutalität in Stein, un cortometraggio di montaggio che illustra il legame tra l’architettura e l’ideologia nazista. Nel 1962 firma il Manifesto di Oberhausen, che segna l’inizio del Nuovo Cinema Tedesco, e, insieme ai registi Edgar Reitz e Detlev Schleiermacher, fondò l’Ulm Institut für Filmgestaltung per promuovere le pratiche critiche ed estetiche del movimento nascente. Nel 1966 realizza La ragazza senza storia, storia di una giovane dalla Germania Est che emigra a Ovest e fatica a adattarsi alla nuova vita: il film, tratto da un suo racconto, riceve il Leone d’Argento alla Mostra di Venezia e il premio Lola, all’epoca massimo riconoscimento tedesco.

Torna al Lido nel 1968, anno della grande contestazione alla Biennale, e vince il Leone d’Oro con Artisti sotto la tenda del circo: perplessi, in cui riflette sul rapporto tra arte e capitalismo nella società moderna, che gli vale un altro premio Lola. Nel 1976 è in gara al Festival di Cannes con il satirico Ferdinando il duro, mentre due anni dopo è tra gli autori di Germania in autunno, film collettivo e cooperativo che racconta il clima sociale e umano durante il terrorismo: Kluge realizza il prologo, il terzo segmento, il settimo, il dodicesimo e il quindicesimo con Volker Schlöndorff, il secondo, il quinto, l’ottavo e il tredicesimo da solo. Sterminata la sua produzione letteraria, tantissimi gli omaggi in anni recenti.