PHOTO
Giorgio Gosetti
È morto stamattina a Roma Giorgio Gosetti, una delle figure più schive e al tempo stesso più influenti della cultura cinematografica italiana del dopoguerra. Aveva 70 anni.
Nato a Venezia il 6 febbraio 1956, Gosetti è stato un uomo capace di tenere insieme, con eleganza e vivacità intellettuale, la passione per il cinema e la lucidità dell'organizzatore, la penna del critico e la visione dello stratega culturale.
Le esequie saranno celebrate domani, sabato 7 marzo, alle ore 15:00, nella chiesa di Santa Teresa in Corso d'Italia 37, a Roma.
A Venezia si era fatto le ossa, ricoprendo il ruolo di vicedirettore e responsabile delle attività permanenti della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Un’esperienza che avrebbe portato con sé tutta la vita. Tra le sue creazioni più originali, il Noir in Festival resta forse il caso più esemplare. Gosetti ebbe l’intuizione di riconoscere al genere poliziesco forza antropologica e narrativa, capace di riflettere le angosce sociali e le contraddizioni morali di ogni epoca. Sotto la sua direzione il noir è diventato terreno di analisi raffinata, capace di dialogare con la letteratura, il teatro, la filosofia del diritto e la cronaca contemporanea.
Se il Noir in Festival è stata la sua creatura più personale, le Giornate degli Autori costituiscono forse il suo contributo più duraturo. Ispirandosi al modello della Quinzaine des Cinéastes di Cannes, Gosetti ideò per Venezia una sezione indipendente concepita come contrappeso al cinema industriale. Le Giornate degli Autori nacquero così sotto la suggestione di un cinema che parlasse al presente, disturbasse, interrogasse.
A Roma, dove viveva, Gosetti partecipò alla nascita della Festa del Cinema, l'appuntamento autunnale che avrebbe ridato alla capitale un ruolo da protagonista nel panorama internazionale e divenne per anni il volto e l'anima della Casa del Cinema a Villa Borghese.
Gosetti è stato un infaticabile mediatore culturale, capace di mettere in relazione autori, istituzioni e pubblico. Parallelamente ai ruoli istituzionali - la presidenza dell'AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema), la direzione di Italia Cinema - non abbandonò mai né la scrittura (ANSA, Ciak) né l’insegnamento.
Negli ultimi anni, aveva intensificato la collaborazione anche con Cinematografo: nella veste di delegato delle Giornate degli Autori aveva ideato, insieme alla nostra Rivista e a NABA - Nuova Accademia di Belle Arti, il Premio Le vie dell'immagine: un riconoscimento dedicato a quella zona fertile di confine tra cinema, arte visiva e nuovi linguaggi, là dove il futuro delle immagini prende forma.
Con Giorgio Gosetti scompare un uomo che ha creduto, con coerenza rara, che il cinema e le sue molteplici sedi sono anche luoghi di pensiero e di dialogo.
Alla sua famiglia va il cordoglio sincero del Presidente e di tutto lo staff della Fondazione Ente dello Spettacolo.
