Un re allo sbando

Commedia divertente e profonda, firmata dai belgi Peter Brosen e Jessica Woodworth. Che costringono il "proprio" sovrano a riscoprire se stesso

7 Febbraio 2017
3,5/5
Un re allo sbando
Un re allo sbando

In concorso nella sezione Orizzonti alla 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Un Re allo sbando dei cineasti belgi Peter Brosen e Jessica Woodworth è un road movie intelligente, capace di mescolare al suo interno comicità, politica internazionale, dramma, scambio interculturale e religioso.

Il regista inglese Duncan Lloyd, incaricato dal Palazzo di ravvivare l’alquanto ingrigita immagine della monarchia, parte per una visita di Stato a Istanbul assieme a Re Nicolas III e al suo staff. Durante il soggiorno del re in Turchia, la Vallonia, la parte meridionale del Belgio, dichiara l’indipendenza. Il re deve immediatamente rientrare, ma un’improvvisa tempesta solare mette fuori uso le comunicazioni e il traffico aereo. Così Nicolas III, grazie a un folle piano ideato da Lloyd, riesce a eludere la sicurezza turca e a varcare il confine via terra. Ha così inizio un improvvisato viaggio attraverso i Balcani carico d’imprevisti, incontri inaspettati e momenti di pura euforia, che rappresentano una straordinaria occasione di rinascita e libertà per il re.

Quanto emerge da questo falso documentario è l’anima inquieta, consapevole di ricoprire un ruolo a lui non adatto, di un uomo introverso, timido e insicuro che si trova a dover affrontare una crisi di vaste proporzioni nel suo Paese, il Belgio. Ciò che i registi mirano a porre in evidenza sono pregi e difetti della loro nazione, il tutto attraverso la più alta carica politica e quindi rappresentativa del Paese. Più che una fuga verso casa, quella intrapresa dal re belga si presenta come un viaggio all’interno della propria individualità, un Tu per Tu avvenuto per caso ma che l’inconscio del Re reclamava da tempo. Assistiamo a un sovrano costretto a travestirsi e fingere di essere donna per scampare alle autorità, apprezzare la semplice cucina bulgara e mangiare kebab, muoversi con mezzi pubblici, prendere parte a una ricorrenza in un piccolo paese e improvvisarsi giornalista e conduttore televisivo. Conoscerà l’umiltà della povera gente, sarà toccato profondamente dall’ospitalità delle persone comuni, che pur non (ri)conoscendolo, lo accolgono e lo aiutano. Un vero e proprio viaggio spirituale che muterà, prima ancora che il re, l’uomo che si cela dietro la corona.

Una commedia divertente e al contempo profonda, come non se ne vedevano da tempo. Un road movie originale e toccante, realizzato con pochi mezzi e bravi attori che ancora una volta fa balzare agli onori di cronaca la coppia Brosen-Woodworth.

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