Troppa grazia

Commedia surreale dall’idea brillante che racconta con un’atmosfera gioiosa e un po’ folle una storia più complessa delle sue apparenze. Zanasi chiude la Quinzaine

17 maggio 2018
3/5
Troppa grazia

Evidentemente in Italia i santi non sono più un tabù e la divinità – più che la religione – un qualcosa di cui si può parlare con disinvoltura se non proprio scherzare. Lo ha fatto Sorrentino con The Young Pope, Aronadio con Io c’è, Ammaniti con Il miracolo e ora Gianni Zanasi con il suo nuovo film, Troppa grazia.

La protagonista è una geometra (Alba Rohrwacher) molto precaria che accetta un lavoro di misurazione per un imprenditore non sempre trasparente: ma nel bel mezzo di un campo, le appare la Madonna che le intima di far costruire lì una chiesa. Nessuno però è disposto a crederle, nemmeno lei stessa.

Una commedia surreale dall’idea brillante – scritta da Zanasi con Federica Pontremoli – che racconta con un’atmosfera gioiosa e un po’ folle una storia più complessa delle sue apparenze.

 

Perché Troppa grazia guarda in modo surreale e ironico all’Italia che spera sempre nel miracolo, nel deus ex machina, nel sotterfugio per poter campare e prosperare, in cui l’assenza di risposte o speranze concrete si riversa nel bisogno del soprannaturale, dell’imprevisto: e allora l’apparizione di una Madonna come raramente se ne sono viste, diretta, concreta, anche sanguigna e severa e buffa (perfetta Hadas Yaron, la Sposa promessa nel film di Rama Burshtein e già con Zanasi nel precedente La felicità è un sistema complesso), sono la speranza di un mondo migliore qui, se non esiste l’aldilà.

Zanasi cambia registri di continuo, la commedia di caratteri diventa prima spirituale e poi “politica”, alterna gag impreviste (la “rissa” tra Alba e la Madonna) a passaggi opachi, si perde e lo spettatore non sa mai davvero dove voglia arrivare, cosa voglia dire con i personaggi e gli eventi, cosa farne delle luci curatissime di Vladan Radovic e delle musiche di Niccolò Contessa de I cani.

Eppure il suo modo sbilenco e vitale di guardare il mondo, di metterlo in immagini, di farlo interpretare da attori magnifici (tutti, nessuno escluso, con menzione per la sempre puntuale Carlotta Natoli) fa dimenticare il punto di arrivo che forse non c’è e fa godere moltissimo il viaggio.

2
Lascia una recensione

avatar
2 Comment threads
0 Thread replies
0 Followers
 
Most reacted comment
Hottest comment thread
2 Comment authors
PaolaMaria Sole Salvador Recent comment authors
più nuovi più vecchi più votati
Maria Sole Salvador
Ospite
Maria Sole Salvador

…nonostante il grande cast ..questo film è una gran delusione 😕

Paola
Ospite
Paola

piacevole, ben recitato e ben fatto, indispensabile però aver letto prima la recensione, una condizione un po limitante direi. Non mi sembra però il caso di definirlo di interesse culturale!!

2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy