The Danish Girl

L'amore e l'arte per una nuova affermazione di sé. Grande cast e regia impeccabile di Tom Hooper, ma si poteva osare di più

17 Febbraio 2016
3/5
The Danish Girl
The Danish Girl

“La palude è dentro di me”. Il pittore Einar Wegener (Eddie Redmayne) è famoso per i suoi paesaggi oscuri e tormentati. La moglie Gerda (Alicia Vikander), anche lei pittrice, ma ritrattista, non riesce invece a trovare la sua strada verso l’affermazione. E’ da questo curioso preambolo che il regista Tom Hooper (premio Oscar per Il discorso del re) decide di partire per raccontare la storia di una transizione, di un processo di trasformazione reso possibile anche, e soprattutto, grazie ad un amore incondizionato. Sarà per caso, “per gioco”, che la vera natura di Einar (bloccata per chissà quanto in quella “palude”) tornerà in maniera violenta a spingere verso il cambiamento. Sarà proprio grazie a quel “gioco” che, parallelamente, la carriera di Gerda troverà una svolta insperata.

Donna nata in un corpo da uomo, Lili Elbe (questo il nome dell’altra da sé di Einar) ritorna poco a poco a prendere il sopravvento: un paio di calze indossate, una nuova camicia da notte della moglie, Einar/Lili diventa la nuova modella per Gerda. La quale, dopo il divertimento delle prime occasioni, prende coscienza del dramma interiore (e non solo) che sta vivendo il marito. Ambientato tra la fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ’30, tra Copenaghen e Parigi, The Danish Girl (dal romanzo omonimo di David Ebershoff, edito in Italia da Guanda) racconta la vicenda del primo transessuale della storia, tra i primi a sperimentare la riassegnazione di genere attraverso interventi chirurgici. Pittore affermato, Einar Wegener diventò definitivamente Lili Elbe, rinunciando alla sua carriera, consentendo allo stesso tempo il rilancio di quella della moglie.

La regia impeccabile di Tom Hooper e la fotografia di Danny Cohen, l’interpretazione maiuscola del trasformista Eddie Redmayne (fresco di Oscar per La teoria del tutto e candidato anche quest’anno) e della sempre più brava Alicia Vikander (favorita agli Oscar tra le attrici non protagoniste) garantiscono la “giusta” confezione che mette d’accordo tutti, il modo più elegante per raccontare un argomento indubbiamente delicato e ancora oggi tabù per molti.

La sensazione è però quella che forse si sarebbe potuto osare di più, provare a smarcarsi maggiormente da quel perfetto equilibrio inseguito dalla prima all’ultima sequenza, quasi a voler rimanere anche formalmente sempre in bilico durante le fasi di questa difficile transizione. Un film inattaccabile, insomma, in cui è difficile trovare “crepe” in cui infilarsi per tentare di mescolarsi alla visione. E proprio per questo, forse, facilmente dimenticabile.

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2 Commenti on "The Danish Girl"

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Dino Geromel
Ospite
Piacciono molto le sfide a Eddie Redmayne. Dopo che l’anno scorso ha vinto alla grande (con tanto di Oscar) quella che ne LA TEORIA DEL TUTTO lo metteva a confronto con lo scienziato Stephen Hawkind, malato di atrofia muscolare progressiva , si può dire abbia vinto quest’anno quella che lo vede nei panni del pittore danese Einar Wegener e soprattutto del suo alter ego femminile Lili Elbe. Ma se l’anno scorso Felicity Jones (che interpretava Jane Hawkind) è stata solo una strepitosa comprimaria, in THE DANISH GIRL Alicia Viklander è una Gerda Wegener talmente convincente da rischiare di oscurare, senza… Leggi il resto »
Valentina
Ospite

Film che entra nell’incoscio,molto significativo e che fa riflettere.. Non la solita pellicola banale e scontata.. Ottima anche la professionalità dei due attori protagonisti,sopratutto quella di Eddie Redmayne,calatosi perfettamente nei panni di Lili Elbe.. Ovvio che per le persone con una mente chiusa e passiva,questo film può risultare noioso e banale..

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