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Da Hollywood alle Isole Cayman, a suon di cannonate, duelli con le spade e trappole letali. Questo il senso di un’operazione come The Bluff, glorioso B-Movie diretto da Frank E. Flowers, la cui unica ambizione è quella di animare un bizzarro pastiche che mescola western, feroci scorribande d’una pirateria ormai sul viale del tramonto, cinema di vendetta ed emancipazione femminile.
Con uno sguardo al Robert Rodriguez delle origini — dunque El Mariachi, Desperado, C’era una volta in Messico e ancora al dittico di Machete — Frank E. Flowers, coadiuvato in scrittura da Joe Ballarini e in produzione dai fratelli Russo, la cui impronta rischia talvolta d’oscurare il taglio iper violento e, al tempo stesso, fumettistico del regista, dà vita a un modello di cinema evidentemente divertito e dall’afflato epico che sempre più raramente siamo in grado di rintracciare, tanto sul grande schermo quanto su quello piccolo, sia che si tratti di cinema, sia che si tratti di serialità.
È il 1848 e, come dirà qualcuno, il periodo d’oro della pirateria si è appena concluso. Coloro che resistono ai mari in tempesta e alla nascita del nuovo mondo, non avendo più niente da perdere, seminano morte e violenza con maggior desiderio, spietatezza e motivata convinzione di farla franca ancora e per sempre.


Poiché nessuno ferma più quei pochi pirati rimasti, divenuti nel tempo veri e propri predoni — leggendari, questo è certo, ma anche e soprattutto sadici e profondamente logorati — emerge tra questi il temibile Capitano Connor (Karl Urban, perfettamente a suo agio nei panni insozzati di sangue e rabbia di un uomo affamato di vendetta, capace di non temere alcun confronto con il suo Billy Butcher di The Boys), che, in nome d’un passato e di un amore mai dimenticato, così come dell’oro da recuperare, stana l’ormai pacificata, ma pur sempre efferata, Ercell Bodden (Priyanka Chopra, anche produttrice), un tempo chiamata Bloody Mary. Nomen omen. A differenza di Connor, però, Bodden non intende affatto rinunciare alla sua nuova vita. Chi avrà la meglio?
Il divertissement iper-citazionista di Frank E. Flowers mantiene ciò che promette: sangue e scontri, poiché tutto gli si può dire, meno che intrattenga a fatica. Infatti l’avventura sadica e certamente ironica, popolata di pirati ormai dimenticati e giovani donne alla spasmodica ricerca d’un riscatto prossimo a venire, per citare qualcuno che rivive, eccome se rivive, nell’immaginario pulp e pop generato da The Bluff, è un vero e proprio Whole Bloody Affair ad uso e consumo.
Non è la cura storica che interessa a Flowers – l’affondo sui simboli che di fatto gli appartengono è scarso - bensì l’adrenalina, i ritmi serrati e le coreografie brutali e altrettanto frenetiche, che rimandano a The Raid e non solo. Quanto ai personaggi del film, alla spietata virilità immediatamente messa all’angolo, Flowers preferisce il volto e il corpo dominante di Bloody Mary/Priyanka Chopra, la cui femminilità è al tempo stesso debordante e intrappolata. D’altronde si tratta pur sempre di un’assassina feroce che ha gettato — o indossato, che dir si voglia — una maschera differente rispetto a quella del passato. Un po’ come il Tom Stall di Viggo Mortensen nel cupissimo e magnifico A History of Violence di David Cronenberg.


Due anime, dunque, all’interno di uno stesso corpo, o mente, fattasi ormai addomesticata, seppur risvegliata in un attimo alla vista del sangue e dell’irrefrenabile scia di morte, capace di cancellare una volta per tutte il duro lavoro compiuto, tanto sulla bontà d’animo quanto sul desiderio di maternità. È lì che l’assassina svanisce e la madre fa il suo ingresso in scena, dicendo addio alle armi. E poi chissà.
Tutt’attorno, inequivocabili echi western e wuxia che, tra duelli con spade affilatissime e scontri a mani nude senza esclusione di colpi, riscoprono nella strategia delle trappole letali e, ancor più, nello scenario boschivo, nientemeno che la saga di Rambo, rivolgendo in apparenza uno sguardo di favore all’ultimo capitolo, quello dei sotterranei e delle grotte insozzate di sangue, che qui tornano, eccome se tornano. È vero, Flowers non possiede né l’epica né, tantomeno, l’eleganza del duo Bruckheimer/Verbinski, tirato in ballo per la mera questione tematica; eppure, avercene di avventure coi pirati come questa. Su Prime Video dal 25 febbraio.
