Scream

Il nuovo capitolo della saga è un film per i fan che mischia generazione Z e vecchie glorie

14 Gennaio 2022
2,5/5
Scream

Nella cittadina di Woodsboro, a ventisei anni dall’uscita del primo Scream, Ghostface è tornato a seminare terrore. In questo quinto capitolo della saga horror, intitolato semplicemente Scream, ci si rifà direttamente ai protagonisti del primo film dando vita ad un cosiddetto “requel”, una via di mezzo tra un reboot e un sequel.

In pieno stile Scream, il compito di annunciare l’intento dietro questo nuovo capitolo della saga viene affidato ad uno dei personaggi all’interno di una sequenza del film. È infatti niente meno che Mindy Meeks (Jasmin Savoy Brown), la nipote del Randy che nel primo film spiegava agli amici le regole per sopravvivere ai film horror, a spiegare agli altri che la serie di omicidi compiuti da Ghostface non è altro che una riedizione del primo film messa in scena da spietati fan della saga.

Da sempre gli Scream infatti sono meta-film sul genere horror, in ognuno di essi c’è una riflessione sul genere e sul franchise di Scream stesso, che nei film viene chiamato “Stab”.

Iconica è la sequenza di Scream 2 in cui Ghostface compie un omicidio all’interno di un cinema dove stanno proiettando un film della serie “Stab”.

In questo quinto capitolo, oltre agli intramontabili Sidney Prescott, Linus Riley e Gale Weathers, i  protagonisti sono i discendenti dei personaggi del primo film, che danno vita ad una sorta di Scream versione generazione Z che intreccia thriller, horror e teen drama.

I mastodontici cordless bianchi anni ’90 sono stati sostituiti da smartphone e chat, le porte delle case si bloccano e sbloccano con i cellulari, ma tutto ciò non serve a tenere a bada Ghostface che indossando la stessa maschera da ventisei anni continua comunque ad atterrire i protagonisti dei suoi film.

La nostalgia degli anni ’90, invocata ad ogni piè sospinto nel film, che si mischia con la modernità, dà vita ad un mix tutto sommato godibile, condita dalla solita dose di abbondante violenza e tante autocitazioni. È forse in questa autoreferenzialità spinta che si trova la cifra del film, concepito a beneficio di quei fan che all’uscita di Scream erano bambini e che si ritrovano ora a seguire il franchise da trentenni.

Come affermato nel film stesso, per queste persone, Scream costituisce un pezzo della loro infanzia e questo nuovo capitolo rappresenta il tentativo dei nuovi registi – Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett che hanno sostituito Wes Craven – di offrirgli la nostalgia del passato con un tocco di modernità. Scream 5 cerca di offrire una risposta e sollievo ad uno dei nervi scoperti dei franchise attuali basati su film cult (vedi il nuovo Matrix Resurrections): ovvero che, in mancanza di idee nuove, si tende a guardare al passato.

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