Ricordi?

Amore, tempo e memoria: dopo Dieci inverni, Valerio Mieli torna a indagare la coppia. Ma non tutto gli riesce

21 Marzo 2019
2/5
Ricordi?

Ricordi? è il secondo lungometraggio di Valerio Mieli, che esordì nel 2009 con il discreto Dieci inverni. Tempo e amore, oltre che la memoria esplicitata nel titolo, sono ancora i Leitmotiv, incarnati dalla paradigmatica coppia Lui (Luca Marinelli) e Lei (Linda Caridi), attorno a cui ruotano ex o futuri, dalla ragazza rossa (Camilla Diana) a Marco (Giovanni Anzaldo).

E’ un passo a due che giochicchia e si trastulla tra prima e poi, analessi e prolessi, puntando a fare di questi frammenti di monologo e dialogo amorosi un discorso sul tempo interiore, duale, immaginario e fuggente assai.

Verità e autofiction, anelito e copula, lo storytelling è massivo, intorcinato, involuto, ma Mieli gira bene e complice la fotografia di Daria D’Antonio, che non scopriamo ora, e il montaggio erratico e scomodo di Desideria Rayner non mancano bei momenti, belle immagini, belle atmosfere. Poco, troppo poco, comunque, per digerire 106 minuti di storia d’amore che non riescono davvero a interessarci: Marinelli non adempie, almeno non del tutto, alla parte del bello e tormentato, più che altro – gli si rimbrotta – è “pesante”, la Caridi, una giovane Nicoletta Braschi in bella coppia, ha un sorriso prevenuto da diventare stolido, la chimica tra i due latita, figurarsi la reazione dello spettatore.

Soggettista e sceneggiatore in solitaria, Mieli ha qualche guizzo nei dialoghi, che però denunciano stracchezza, banalità e iterazioni fuori giri: su tutto, la fatica, palpabile, del dispositivo non trova giustificazione nel guadagno emotivo, emozionale, “filosofico” che offre.

Se conferma per poetica più che stilistica i germi autoriali di Mieli, l’opera seconda nondimeno stigmatizza il “vorrei ma non posso” rispetto, per rimanere in anni recenti, al campione di questo micro-genere: (500) giorni insieme diretto da Marc Webb nel 2009. Un Ricordi? fatto meglio, e fatto prima.

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2 Commenti on "Ricordi?"

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Gilda Carbonara
Ospite

Non vuole c’entrare proprio un cazzo con 500 giorni insieme

giorgio pulcini
Ospite

Ma Federico Pontiggia si è mai chiesto perché fa il critico cinematografico? Non sarebbe meglio fare qualcosa di meno complicato per lui? Tuttavia se veramente in ultima ipotesi volesse continuare, mi permetto di suggerirgli di commentare gli attori per come sono e non in base a chi assomigliano.
Saluti giorgio

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