Pets 2 – Vita da animali

Tanti colori e sequenze adrenaliniche, ma poco spazio al dialogo e alla riflessione. Un po' zoppicante il sequel sui cuccioli della Illumination

4 Giugno 2019
2/5
Pets 2 – Vita da animali

Non si capisce perché certi film d’animazione diano così poco spazio al dialogo. Si teme forse che l’attenzione di un bambino non regga, a meno che non sia bombardato da mille colori, inseguimenti e sequenze volte a fargli salire l’adrenalina alle stelle.

Fatto sta che anche Pets 2 – Vita da animali, l’atteso seguito del blockbuster del 2016, è uno di quei film tutto azione a discapito di una qualsivoglia riflessione.

Protagonisti del decimo film della Illumination, diretto da Chris Renaud, sono sempre il cane terrier Max, la gatta Chloe che ha scoperto le gioie dell’erba gatta, l’adorabile coniglietto Nevosetto, che pensa di essere un supereroe, l’audace Shih Tzu Daisy e il vaporoso volpino Gidget.

Nel mezzo del racconto anche il cagnolone Duke, alcune mucche, un tacchino terrificante, un macaco e delle volpi, ma soprattutto l’indimenticabile Galletto, un rozzo cane che vive in una fattoria e che aiuterà Max a liberarsi dalle sue nevrosi svelandogli che nella vita: “Il primo passo per non avere più paura è quello di fingere di non avere paura”.

Lezioncina a parte, la scena dell’attesa dal veterinario, una sorta di psicoanalista che cura gli squilibri degli animali, e quelle con la new entry Galletto sono di sicuro le più divertenti. Peccato che occupino poco spazio rispetto a quelle piene di inseguimenti e che il film nel complesso sia piuttosto slegato, non riuscendo pienamente a far convergere le tre linee narrative principali (quella di Max, quella di Gidget e infine quella di Nevosetto).

Gli animali (nella versione italiana con le voci di Alessandro Cattelan-Max, Francesco Mandelli-Nevosetto, Laura Chiatti-Gidget, Lillo-Duke) sono esseri pensanti nel film.

Strano, ma vero: anche i bambini lo sono e hanno bisogno, non dell’effetto ipnosi, ma di storie più fantasiose che portino a una riflessione o che siano divertenti.

Per fortuna, nei titoli di coda, c’è il coniglietto Nevosetto,che in versione rapper ti strappa una risata. Ma la sua hip-hop non basta a risollevare le sorti di un film in sintesi dimenticabile sia per i grandi che per i piccini.

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