Monster Family

Solida, compatta e affidabile, ovvero tedesca: l'animazione di Holger Tappe fa di mostruosità normalità, e viceversa. In formato famiglia

23 ottobre 2017
3/5
Monster Family

Dal romanzo bestseller Happy Family di David Safier, ecco l’animazione Monster Family, diretta e prodotta da Holger Tappe, che ha nella sua nazionalità il tratto dirimente: è tedesca, e di tedesco ha la solidità, la compattezza, l’affidabilità di una cinque porte, pardon, di una station wagon teutonica.

Chiavi in mano c’è anche un disegno e una messa in movimento non disprezzabile affatto, seppure la distanza con gli americani sia palpabile, e pregevole è anche il messaggio formato famiglia: tutti per uno, uno per tutti, e pazienza se la mostruosità è della partita. Anzi, meglio: qui si elogia non una apparente ma sempre fallace normalità, bensì una felicità non negoziabile, perché per ridirla con Tolstoj “Tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro, ogni famiglia mostruosa è mostruosa a suo modo”.

Nulla di nuovo, sia chiaro, ma c’è del buono, anche se riadattato: Gli Incredibili incontra Hotel Transylvania, e i canini sono quelli aguzzi e immaginifici di Dracula. Il Conte si innamora di Emma, una libraia sull’orlo di una crisi di nervi, e coinvolge il marito spossato dal lavoro Frank e i figli, il bullizzato Max e l’adolescente volubile Fay. L’incantesimo della strega Baba Yaga li trasformerà rispettivamente in vampiro, mostro di Frankenstein, lupo mannaro e mummia. Di sangue ne scorre poco, anzi, niente, ma l’happy end non è stucchevole, né esanime.

Nella versione italiana Monster Family può contare su voci, e ugole, di Carmen Consoli, ovvero Emma, e Max Gazzè, alias Dracula. Benvenuti in famiglia.

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