Mandibules

Toro & più toro per Quentin Dupieux: risate grottesche e surreali, due marginali e una mosca rapiscono Fuori concorso

5 Settembre 2020
3/5
Mandibules
Mandibules di Quentin Dupiex

Si ride, sorride, ridacchia. Come abbiamo fatto altre volte, da Scemo & più scemo a Louise-Michel, e come abbiamo già fatto, ma con un retrogusto più mortifero, nel corpus dello stesso Quentin Dupieux, il regista, musicista e discografico francese, di cui poco tempo fa abbiamo visto anche nel nostro Paese Doppia pelle, black comedy sulla liaison tra Jean Dujardin e un giubbetto di daino.

Stavolta, fuori concorso alla 77. Mostra di Venezia, porta Mandibules, commedia secca (77′), grottesca, ilare e perfino surreale, dove la morte cede il passo al vitalismo, all’amicizia, all’unione di due amici che fa la forza, anzi, “Toro!” “Toro!”.

Protagonisti sono Jean-Gab (Grégoire Ludig, con Marsais forma il duo comico Palmashow) e Manu (David Marsais), due sempliciotti, due alternativi, o qualcosa meno, senza un soldo in tasca, senza un tetto che non sia quello di mamma, senza un lavoro che non sia un lavoretto per conto terzi o una stazione di servizio. Qualcosa cambia quando Jean-Gab ruba una Mercedes malandata e nel bagagliaio vi rinviene una mosca gigante: Manu decide di ammaestrarla affinché agendo come un drone senza pile l’insetto ribattezzato Dominique possa fare colpi in banca, o comunque renderli ricchi.

Nel cast Adèle Exarchopoulos, Roméo Elvis, India Hair, Coralie Russier, Anaïs Demoustier e Dave Chapman, Mandibules mette al centro due outsider, anzi, outcast e dà loro facoltà di sovvertire poetica e poteri, con una mosca famelica, se non assassina, e financo kafkiana, borghesi con piscina, qualche disturbo e il volume alto – citofonare alla psicotica Exarchopoulos… – e un mondo orfano di certezze ma non di humour, che Dupieux deflagra senza colpo ferire, scanzonato più che canzonatorio, e sempre cinefago sull’asse Coen, Tarantino, Spielberg e unicorni.

Nulla di eccezionale, ma una bella boccata d’aria fresca – sì, anche con la mascherina – e due protagonisti irresistibili, cui Dupieux dà licenza di interdire e intenerire. Al Lido si è riso molto, e con così poco. Le stimmate del cult potrebbero non tardare: titolo italiano, Toro & più toro?

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