L’uomo che comprò la luna

Commedia on the road che strizza l'occhio al western e ai fumetti: Paolo Zucca non delude, un piccolo caso

30 Aprile 2019
3,5/5
L’uomo che comprò la luna

La questione della luna è una vecchia storia da quando nel 1969 gli astronauti statunitensi vi misero piede. Paolo Zucca la riattualizza con questa divertente commedia stralunata che vede protagonista un milanese-sardo. Kevin Pirelli (Jacopo Cullin) viene ingaggiato da due agenti segreti italiani (Stefano Fresi e Francesco Pannofino) per capire chi in Sardegna si sia appropriato della luna, cosa inaccettabile dal punto di vista degli americani, i primi a compiere l’allunaggio e a piantarci sopra la bandiera nazionale. Il soldato dall’accento milanese sarà mandato in missione e nel corso di questo viaggio attraverso la Sardegna rurale tra capre, pecore e pastori riscoprirà, anche grazie a un formatore culturale sui generis (Benito Urgu), la propria identità sarda e le proprie radici. Si chiama infatti Gavino Zoccheddu e quel paese popolato da uomini “leali, permalosi e con un latente senso di superiorità nei confronti degli altri” anche lui ce l’ha dentro.

Già campione d’incassi in Sardegna, questa commedia on the road che strizza l’occhio al western e alla fantascienza e perfino un po’ alle saghe a fumetti (Asterix in Corsica) è un elogio ironico alle tradizioni e alla cultura sarda più primordiale. Il regista cagliaritano, già autore de L’arbitro, con questo secondo film conferma quindi di conoscere bene la sua terra, quella (tra i tanti degni di nota) di Antonio Gramsci e di Eleonora D’Arborea, e ci porta lungo le grandi distese di roccia calcarea bianchissima e piena di crateri, proprio come la luna, che si trovano sulla costa occidentale sarda con una storia semplice e fantastica, surreale e poetica.

Questo film, diventato un piccolo fenomeno nella madre patria di Zucca e di Cullin (anche lui cagliaritano), ha dunque tutti i numeri (in primis quelli della “murra”, quel gioco antichissimo praticato in Sardegna al quale Gavino sarà avviato dal suo maestro di “sardità”) per diventarlo anche sulla terra ferma. Proprio come il suo protagonista “per aspera ad astra” (attraverso le difficoltà fino alle stelle)…anzi, in questo caso: per aspera ad luna. 

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