Lo and Behold – Internet: il futuro è oggi

Operazione curiosa e intelligente, capace di dirci qualcosa sul mondo (virtuale) intorno a noi

4 Ottobre 2016
3,5/5
Lo and Behold – Internet: il futuro è oggi
Lo and Behold – Internet: il futuro è oggi

Dopo aver esplorato l’Antartide (Incontri alla fine del mondo, 2007), le grotte Chauvet in Francia (Cave of Forgotten Dreams, 2010) e la vita nella Taiga (Happy People: A Year in the Taiga, 2010) – soltanto per citare alcuni dei documentari più recenti – Werner Herzog si concentra su un universo ancora più misterioso e affascinante: Internet.

Attraverso dieci capitoli indipendenti, il regista tedesco firma un’interessante riflessione sul mondo dell’informatica, dai primi esperimenti sul tema sino alla robotica più avanzata, passando per i problemi sociali causati dal web e per i videogiochi.

È un’operazione curiosa e intelligente Lo and Behold – Internet: il futuro è oggi: curiosa perché composta da dieci capitoli indipendenti e intelligente perché nessuno prima di Herzog era riuscito a sviscerare il mondo di internet con tale forza. La bellezza di questo documentario, comunque piuttosto elementare nella messa in scena, sta proprio nella capacità di ritrarre un universo tanto sfaccettato e multiforme, impossibile da riassumere e, forse, da analizzare.

C’è da evidenziare come il film abbia diversi passaggi meno riusciti di altri, e non sia tra i documentari più suggestivi dell’autore tedesco (si pensi al magnifico Grizzly Man), ma forse non poteva essere altrimenti vista la complessa materia di partenza, talmente delicata che Herzog sceglie di palesarsi meno del solito, lasciando che siano le immagini e le interviste a parlare: colpisce, in particolare, il momento in cui si confessa un hacker professionista, che ha scontato diversi anni della sua vita in prigione. Alcuni punti potevano essere approfonditi maggiormente (i social network sono praticamente assenti), mentre è stupefacente il primo capitolo riguardante la prima comunicazione della Storia. Resta, in ogni caso, un documentario da vedere, capace di dirci qualcosa sul mondo virtuale che ci circonda e, di conseguenza, su noi stessi. Dopo essere stato presentato al Sundance Film Festival, è passato in Italia dal Biografilm Festival di Bologna e dal Milano Film Festival prima di arrivare nelle sale.

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