Lift like a girl

Sollevare ottanta chili a quattordici anni: l'incredibile protagonista del documentario di Mayye Zayed, al MED

17 Novembre 2020
3/5
Lift like a girl

Sotto un paio di occhiali spessi si nascondono due occhi vitali. Sono quelli di Asmaa “Zebiba”, una quattordicenne che sogna di diventare campionessa di sollevamento pesi. Al suo fianco c’è una persona che crede molto in lei ed è il Capitano Ramadan che ogni giorno la allena insieme ad altre giovani sollevatrici.

E’ la storia di Lift like a girl, documentario dell’egiziana Mayye Zayed che ripercorre le vicende di questa ragazza, capace con la sua forza incredibile di alzare più di 80 chili di pesi. “Till the day I die, I will always have hope” (“Fino al giorno in cui morirò avrò sempre speranza”): questo il motto del caparbio allenatore Ramadan che forma queste future campionesse tra le strade trafficate e polverose di Alessandria d’Egitto e soprattutto che insegna loro ad avere il coraggio e la forza di crederci sempre.

L’opera prima di Zayed racconta quindi il passaggio “dalla polvere all’oro” di Asmaa “Zebiba” grazie agli insegnamenti di Ramadan, che fa questo mestiere da più di vent’anni (ha allenato anche sua figlia Nahla Ramadan, ex campionessa del mondo, olimpionica e pioniera del sollevamento pesi in Egitto, così come Abeer Abdel-Rahaman, la prima medaglia olimpica femminile araba in questa disciplina).

Guardando questo film viene in mente un altro bel documentario, dal titolo Butterfly, che raccontava la storia di Irma Testa, una ragazza italiana di Torre Annunziata che in breve tempo divenne stella del ring. Quel doc era un viaggio nella testa e nei sentimenti di quella giovane pugile under 20, qui purtroppo si entra meno nella psicologia di Asmaa “Zebiba”. Emerge però soprattutto la storia del rapporto tra l’allieva e il maestro.

Lift like a girl non è tanto un doc sportivo dunque, quanto il racconto di una comunità e di un uomo (il mentore Ramadan) che grazie alla sua filosofia di vita nella quale “Una ragazza deve essere forte come un toro” e “Un uomo può ballare. Pensi che solo le donne possono farlo?” riuscì in un certo senso ad illuminare un’intera generazione e ad infrangere le barriere nel mondo arabo.

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