Le Redoutable

Il re è nudo, ma resta pur sempre il re. Hazanavicius tenta lo sberleffo inquadrando il Godard pubblico e privato

21 Maggio 2017
2,5/5
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Cronaca di un disamore. Lui è il geniale e irriducibile Jean-Luc Godard mentre lei l’affascinante Anne Wiazemsky, insieme formano per qualche anno una delle coppie simbolo della Nouvelle Vague.

Sentimento e impegno politico, set e barricate, discussioni teoriche e gelosie terrene sono il pane quotidiano finché Anna, stanca delle intemperanze di Jean-Luc, non lo lascia al suo destino d’ipocondriaco sentimentale.

Nel frattempo hanno dato alla luce nove film tra cui La donna è donna e Il bandito delle 11. Un rapporto incandescente che Michel Hazanavicius racconta a partire dal libro autobiografico dell’attrice, sfidando il luogo comune che vuole intoccabile il regista di A bout de souffle. Invece il più giovane collega affronta il mito in versione coppia senza paure, anzi molto giocando la carta dell’ironia se non dello sberleffo.

Godard sotto la lente di Hazanavicius si rivela un provocatore all’ennesima potenza, Anne Wiazemsky una donna innamorata disposta a frenare la propria creatività pur di non contrastare l’irascibile marito.

Intorno a loro un coro di gente di cinema, studenti in assemblea permanente cui Godard in vena di provocazioni propina lezioni prive di logica e morale, poliziotti pronti alle cariche, operai in corteo.

Se però l’affresco è puntuale e la ricostruzione d’epoca precisa, il tono della comicità al vetriolo scelto per tenere assieme pubblico e privato crea sulle prime un sano desiderio di ridere che però alla lunga degenera in disappunto.

Se anche la fonte d’informazione è da ritenersi assolutamente veritiera essendo la stessa Wiazemsky, il Godard infantile e sopra le righe mimeticamente interpretato da Louis Garrel alla fine non risulta credibile. O quanto meno viene voglia di proteggerlo come fosse un brutto anatroccolo.

La difesa d’ufficio preventiva operata dalla critica più oltranzista, Cahiers du Cinéma in testa, non era totalmente campata in aria e così in molti hanno trovato terreno fertile nel trasformare i pregiudizi in giudizi definitivi. Il re è nudo, ma resta pur sempre il re.

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