Un’ossessione chiamata Maria Reiche. Quella del regista svizzero Damien Dorsaz per la brillante matematica, archeologa tedesca, che nel 1932 lascia la Germania nazista per stabilirsi a Lima.

Conosciuta come “La signora delle linee” per una scoperta straordinaria, che ancora oggi non è stato compresa pienamente, creata 1500 anni fa da una civiltà preincaica e scomparsa nel 600 d.c.

Dorsaz incontra ha incontrato Maria Reiche di persona nel 1996, durante il suo primo viaggio in Perù. Nel 2006 le dedica un documentario. Nel 2007 ha cominciato a scrivere la sceneggiatura del film e poi ci sono voluti ben 17 anni per realizzare Lady Nazca (in uscita nelle sale il 12 marzo, con Officine Ubu).

Maria è morta, nel 1998, a 95 anni, in una semplice capanna. Si è battuta per tutta la vita per proteggere quella testimonianza preziosa: la credenza generale era che fosse “loca”, pazza. Dal giorno dell’escursione nel deserto di Nazca con l’archeologo francese Paul D’Harcourt (a cui faceva da traduttrice), ossia quello del ritrovamento di uno dei più grandi misteri dell’umanità: linee lunghe chilometri, forme geometriche, figure di scimmie, uccelli, ragni, balene, tracciate nel suolo precisione perfetta, Maria dedica la sua vita a misurarle, comprenderle.

Testarda e in anticipo sui tempi, vive per decenni in situazioni al limite, armata solo di una scopa di saggina contro i tentativi di distruggere il suo tesoro, dapprima indecifrabile e dopo ennesimi sforzi e tentativi, un’illuminazione le consente di mettere a fuoco quell’impresa titanica: la possibilità di un calendario astronomico con segni simili a quelli dello Zodiaco. La sua determinazione non si ferma nonostante gli appelli a vuoto alla stampa e alle istituzioni.

Finalmente nel 1973 l’area è posta sotto tutela dal governo peruviano e nel 1994 le Linee di Nazca ottengono il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Dorsaz illumina la sua Maria con un’intensa Devrim Lingnau (bravissima anche nell’Imperatrice, la serie sulla principessa Sissi) in film classico, rispettoso, ispirato a una storia vera, di coraggio e resistenza.

Girato interamente in Perù, con riprese dall’alto che restituiscono la magnificenza dei bellissimi disegni.