Jurassic World – Il dominio

Si conclude (?) la saga iniziata 30 anni fa: reunion tra nuova e vecchia guardia per un intrattenimento indiscutibile. Colin Trevorrow torna in regia, manca però il bilanciamento e l'amalgama tra le varie situazioni

1 Giugno 2022
2,5/5
Jurassic World – Il dominio
Chris Pratt as Owen Grady in JURASSIC WORLD DOMINION - © 2022 Universal Studios and Amblin Entertainment. All Rights Reserved

Jurassic Park è stata la cosa più importante che sia accaduta alla paleontologia negli ultimi decenni, perché ha riportato in vita i dinosauri per una nuova generazione e li ha mostrati in un modo del tutto nuovo. Siamo nell’età d’oro della paleontologia, dove qualcuno da qualche parte del mondo trova una nuova specie diversa di dinosauro in media una volta alla settimana, e questo va avanti da oltre un decennio, perché appartiene alla generazione di paleontologi nati da Jurassic Park”.

A parlare è Stephen Brusatte, professore di Paleontologia ed Evoluzione all’Università di Edimburgo, nonché consulente per la realizzazione di Jurassic World – Il dominio, terzo capitolo della “nuova” saga legata al franchise nato ormai 30 anni fa con Steven Spielberg, nel 1993, con Jurassic Park.

Annunciata come conclusione definitiva (ma, si sa, nella vita e a maggior ragione nel cinema non c’è mai nulla di “definitivo”…), questa nuova avventura riparte ovviamente da dove Il regno distrutto si era interrotto: dopo la distruzione di Isla Nublar i dinosauri hanno “sfondato” la parete che li separava dalla vita degli esseri umani, sono in mezzo a noi, come ci ricorda il veloce report televisivo all’inizio del film.

Naturalmente, la coesistenza si rivela a dir poco impossibile.

Nel frattempo, Owen (Chris Pratt) e Claire (Bryce Dallas Howard) vivono al riparo da tutto (o almeno sperano) dentro una foresta, cercando in tutti i modi di proteggere Maisie Lockwood (Isabella Sermon), ragazza che custodisce nel DNA il segreto dei dinosauri fatti rivivere dal nonno John Hammond.

Diretto da Colin Trevorrow (tornato in regia dopo il primo Jurassic World e la parentesi J.A. Bayona del secondo episodio), Il dominio cerca di assemblare le due trilogie della saga giurassica mescolando le derive action e adventure (tutta la sequenza ambientata a Malta è adrenalina pura, con ritorno in cammeo di Omar Sy) con le abituali componenti di natura bioetica e di sorpresa derivante dalla visione di nuovi, mastodontici dinosauri.

Claire (BRYCE DALLAS HOWARD) in JURASSIC WORLD DOMINON, directed by Colin Trevorrow – © 2022 Universal Studios and Amblin Entertainment. All Rights Reserved

Stavolta tocca ad esempio al Giganotosauro, superpredatore tra i più grandi mai apparsi sul pianeta, o agli Atrociraptor (“ladro selvaggio”), poi riappare il Dilophosaurus (non si vedeva dal primo Jurassic Park…), ma il pericolo in assoluto più devastante sembra essere portato da numerosi sciami di locuste giganti (così anche il rimando alla piaga biblica è servito…) che minano il futuro del nostro ecosistema.

Strutturato su diversi piani narrativi e d’azione, il film riesce a mantenere un buon ritmo nonostante la durata impegnativa (146’) e trova il suo climax quando tutti i vari personaggi (sì, anche quelli “storici” interpretati da Laura Dern, Sam Neill e Jeff Goldblum, con la new entry degna di nota DeWanda Wise) si ritrovano nel complesso top secret della Biosyn, una misteriosa e potente azienda biotecnologica situata in una grande vallata tra le Dolomiti.

(from left) A baby Nasutoceratops, Dr. Ellie Sattler (Laura Dern) and Dr. Alan Grant (Sam Neill) in Jurassic World Dominion, co-written and directed by Colin Trevorrow – © 2022 Universal Studios and Amblin Entertainment. All Rights Reserved

Non disdegnando citazioni sparse (alcuni momenti iconici di Jurassic Park, certo, ma anche alcune trovate che riportano alla mente Lo squalo e Predator), il lavoro di Trevorrow (165 milioni di budget, che le stime americane danno già rientranti con l’incasso domestico del primo weekend) offre sicuro intrattenimento anche se spesso sembra sbilanciato senza un equilibrio capace di creare un amalgama tra le varie situazioni, chiedendo moltissimo (forse troppo) in termini di sospensione dell’incredulità (aerei che precipitano e gente incolume, per non parlare di come ogni volta ci si riesca a mettere in salvo dai dinosauri) e risolvendo peraltro in modo abbastanza sbrigativo – e non esaustivo – la questione intorno cui dovrebbe ruotare (come da sottotitolo) l’intero racconto: quella del dominio nel mondo “reale” di queste gigantesche creature.

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2 Commenti on "Jurassic World – Il dominio"

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Michelangelo Lecce
Ospite
Film deludentissimo (per non essere volgare) e pieno di errori. Effetti grafici e cast spettacolare non bastano (e non sono nemmeno necessari per fare un ottimo film). Mi spiego meglio: 1 – IL VELOCIRAPTOR CHE SI AUTORIPRODUCE. PERCHE? Nel primo Jurassic Park (e anche nel libro) una delle misure di sicurezza era proprio il controllo demografico degli animali, creati tutti femmine apposta per non farli procreare. Inutile dire che “life finds a way”. Il tentativo di controllo è fallito ma almeno c’è stato!!! In JW3 no. Un raptor creato appositamente per farlo riprodurre anche da solo….. Proprio il velociraptor… Inaccettabile.… Leggi il resto »
Michelangelo Lecce
Ospite
Film deludentissimo (per non essere volgare) e pieno di errori. Effetti grafici e cast spettacolare non bastano (e non sono nemmeno necessari per fare un ottimo film). Mi spiego meglio: 1 – IL VELOCIRAPTOR CHE SI AUTORIPRODUCE. PERCHE? Nel primo Jurassic Park (e anche nel libro) una delle misure di sicurezza era proprio il controllo demografico degli animali, creati tutti femmine apposta per non farli procreare. Inutile dire che “life finds a way”. Il tentativo di controllo è fallito ma almeno c’è stato!!! In JW3 no. Un raptor creato appositamente per farlo riprodurre anche da solo….. Proprio il velociraptor… Inaccettabile.… Leggi il resto »
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