Jojo Rabbit

Taika Waititi frulla Hitler e Anne Frank, Marvel e meme e confeziona un pastiche senza capo né coda: molto social, poco condivisibile

23 Novembre 2019
2/5
Jojo Rabbit

Il piccolo Jojo (Roman Griffin Davis, bravo) vive con la madre (Scarlett Johansson) nella Vienna nazista: siamo agli sgoccioli del secondo conflitto mondiale, il bambino si addestra per entrare nelle fila della Hitler Jugend, ma c’è di più, il Führer (Taika Waititi) è sempre al suo fianco, ovvero è il suo amico immaginario, mentore e guida insieme.

Lo sceneggiatore, attore e regista neozelandese trapiantato a Hollywood Taika Waititi (What We Din the Shadows film e ora serie, Thor: Ragnarok) eleva a potenza le ambizioni, trova qualche bella immagine e qualche esplosione a modino e licenzia questo Jojo Rabbit, benedetto dal premio del pubblico a Toronto e con (più di) qualche chance per l’awards season, Oscar in testa. Be’, poveri premi, se così dovesse andare perché a essere generosi il film – molto social, ma poco condivisibile – infila una teoria di problemi, a partire dal pubblico di riferimento, giacché se nel complesso si vota agli adolescenti e giù di lì, ha battute e snodi dichiaratamente indirizzati agli adulti. No, macché due pubblici, è già tanto uno.

Inoltre, se il desiderio di far ridere con prima che di Hitler può essere sì opzione scomoda e scoscesa, ma ancor più coraggiosa e lodevole, Waititi la incarta, la depotenzia e, dunque, la nega confezionando un pastiche che pare inteso – udite, udite! – per chi Hitler non sa chi sia, né Anne Frank, ma Scarlett Johansson – che pur brava più che Roise fa se stessa – la conosce benissimo. Insomma, pare Hitler in salsa Marvel, un meme nazista senza capo né coda, questo Jojo Rabbit, e tristemente si palesa il suo pubblico d’elezione: analfabeti, cinematografici e storici, a limitata funzionalità.

Nel cast anche il nazista buono – poteva mancare? – Sam Rockwell e Thomasin McKenzie per Elsa à la Anne Frank, nell’aere le canzoni dei Beatles, Jojo Rabbit è uguale e contrario al cinema di Tarantino, e segnatamente Bastardi senza gloria: se per Quentin il cinema può salvare il mondo cambiando la storia, Waititi ha il braccino corto, la boutade fiacca, i proiettili a salve, incarna il tipo che guarda se gli altri lo guardano.  Già, non si ride poi tanto, ma basta a farsi seppellire.

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9 Commenti on "Jojo Rabbit"

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Cla
Ospite

chiedo scusa, ma provate a rileggere questo testo e ditemi se si capisce qualcosa.
sicuramente non lo rendete più comprensibile aggiungendo qualche altra virgola o trattino.

Albertigno
Ospite

A parte un paio di virgole non necessarie ma che avrebbero reso più leggibile questa frase “se il desiderio di far ridere con prima che di Hitler”, il resto è perfettamente comprensibile, quantomeno per una persona di media alfabetizzazione.

Cla
Ospite

mi sa che voi due mediamente alfabetizzati avete frequentato lo stesso liceo…

Paolo
Ospite

Dare solo 2 stelle a questo capolavoro davvero non me lo spiego, ma poi ho visto , 1 stella e mezzo a the app che fa schifo veramente e 3 stelle a zalone che non fa ridere. Cambia mestiere!

Alessandro Ciani
Ospite
Buongiorno Signor Federico Pontiggia, ieri ho avuto il piacere, da imperituro cinefilo, di vedere l’opera di Taika Waititi; “a mio modesto parere”, mi è piaciuto molto. Probabilmente ci sono delle candidature agli Oscar di troppo, vedi Scarlett Johansson, ma nel complesso il film è strutturato bene. Oggi si vuole/deve spiegare tutto frettolosamente, non esiste più la mera libertà di godere e pensare poeticamente parlando. Un film è come un quadro, se si potesse spiegare tutto non sarebbe più arte. L’opera d’arte deve essere indescrivibile ed inimitabile, deve afferrarti gli occhi e l’anima, trasportarti nel suo mondo e farsi giudicare senza… Leggi il resto »
Rossella
Ospite

Concordo in pieno. Ha espresso il mio pensiero

Matteo Manara
Member

Forse non definirei questo film un capolavoro come fanno alcuni, ma di certo non si può concordare con il giudizio tranchant di questa recensione. Non sono né analfabeta, né storico, né cinematografo, eppure il film mi ha preso, a tratti divertente, capace di creare suspence nei momenti chiave e comunque con la giusta dose di dramma, perché la vita reale non è un film e nemmeno un amico immaginario. La trama e lo svolgimento non hanno particolari vulnus e il tema affrontato (l’indottrinamento dei piccoli nel totalitarismo nazista) ha il suo interesse.

Elodie
Ospite
Jojo Rabbit non é votato agli adolescenti, il fatto che il protagonista sia un bambino di 10 anni e che il look del film sia un po’ pop alla Wes Anderson non significa che il pubblico cui si rivolge il film sia un pubblico di coetanei del protagonista o giù di lì. Quando Calvino scriveva Il sentiero dei nidi di ragno non si rivolgeva certo ad un pubblico di soli adolescenti. Farsi ingannare dall’età del personaggio principale e dalla scelta stilistica per affibiare al film una nicchia di pubblico lo trovo ingenuo e scorretto. Raccontare la guerra attraverso gli occhi… Leggi il resto »
Rossella
Ospite

Pontiggia non sono un’analfabeta cinematografica e a me il film è piaciuto molto. Quando lei scrive si capisce da solo e voi critici cinematografici siete solo autoreferenziali e spocchiosi

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