Il tuttofare

Un bravissimo Sergio Castellitto al servizio dell'esordio di Valerio Attanasio: sparute virtù e innumerevoli vizi dell'essere italiani

17 Aprile 2018
3/5
Il tuttofare

Raccomandati che passano l’esame a pieni voti senza sapere niente, ma semplicemente perché sono il figlio di. Lavoratori in nero senza contratto e per trecento euro al mese perché un po’ di nero fa bene all’economia. E infine professoroni universitari che abusano del proprio potere. E’ una vicenda tipicamente italiana quella raccontata nell’opera prima scritta e diretta da Valerio Attanasio e intitolata Il tuttofare.

Al centro della scena c’è Salvatore “Toti” Bellastella, interpretato da un bravissimo Sergio Castellitto, che è il non plus ultra tra gli avvocati italiani. Peccato che il raffinatissimo professore di diritto penale, nonché principe del foro, sia anche un grandissimo cialtrone che dietro una facciata di grande rispettabilità nasconde un’enorme scaltrezza. A rimetterci sarà un giovane praticante in legge Antonio Bonocore (Guglielmo Poggi) che è disposto a fare di tutto pur di ottenere un contratto nel prestigioso studio legale.

Il “tuttofare” si troverà così a dover fare i conti non solo con un mentore cialtrone, ma anche con sua moglie (Elena Sofia Ricci), una donna tirata di soldi che però gestisce un patrimonio di milioni di euro, e con l’amante argentina di Toti (Maria Clara Alonso), che vuole a tutti i costi ottenere la cittadinanza italiana.

E’ una commedia brillante e amara quella del regista romano, già sceneggiatore di Gianni e le donne di Di Gregorio e di Smetto quando voglio di Sibilia, che mette al centro un problema molto comune nel nostro paese: la difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro. Un mondo devastato dal clientelismo e dominato dalle raccomandazioni e ancora purtroppo lontano anni luce dall’essere meritocratico.

 

Su tutti giganteggia Castellitto che con il suo “Toti” è destinato ad entrare nella rosa dei personaggi mascalzoni tipici della commedia all’italiana come Ugo Tognazzi di La giornata dell’onorevole, Vittorio Gassman ne Il sorpasso e Alberto Sordi de Il vigile. Anche Elena Sofia Ricci non delude nei panni di una donna priva di scrupoli e di umanità, un ruolo inedito per un’attrice che è diventata la beniamina del pubblico televisivo interpretando Suor Angela. Il film perde un po’ nella seconda parte quando il principe del foro è costretto a sparire dalla scena dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per aver frodato 22milioni di euro al fisco. Ma, a parte questo, Il tuttofare è una gran bella rivelazione.

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1 Comment on "Il tuttofare"

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riccardo camilli
Ospite

Sono d’accordo… Una commedia scritta e girata benissimo con Castellitto memorabile. Ce ne fossero di Commedie così, in Italia.

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