Il materiale emotivo

Piacevole fiaba, fatta di illusioni e sogni, diretta e interpretata da Sergio Castellitto. Da un soggetto di Ettore Scola, Furio Scarpelli e Silvia Scola, con sceneggiatura di Margaret Mazzantini. In anteprima al Bif&st, dal 7 ottobre in sala

27 Settembre 2021
3/5
Il materiale emotivo
Castellitto e Bejo in una scena de Il materiale emotivo

Tratto da un soggetto di Ettore Scola (scritto insieme a Furio Scarpelli e Silvia Scola), Un drago a forma di nuvola, e sceneggiato da Margaret Mazzantini, il nuovo film di Sergio Castellitto, il settimo da lui diretto, è una favola teatrale piena di Materiale Emotivo.

Protagonista è un libraio (lo stesso Castellitto) che vive rintanato nella sua libreria, circondato da vecchi tomi e prigioniero dei propri dolori. Al piano di sopra, nella soffitta, vive sua figlia Albertine (Matilda De Angelis), paraplegica e muta, anche lei prigioniera di sé stessa.

A portare un po’ di vita dentro quella libreria parigina, distaccata dal mondo e fuori dal tempo, nella quale “l’attualità uccide”, ci penserà Yolande (la bravissima Bérénice Bejo). Poco incline alla lettura (legge solo libri di poche pagine), ma totalmente affascinata da quell’uomo che vive di letteratura perché “ci rende vivi”.

Tanti gli ossimori, a cominciare dal titolo (Il materiale emotivo), che accompagnano questa storia fatta di letteratura e attualità, di personaggi muti (De Angelis) e personaggi logorroici (Bejo), di teatro (il film si apre su un sipario rosso) e di cinema.

Matilda De Angelis in una scena del film

E tantissime anche le citazioni di libri che insegnano qualcosa ai personaggi: da Il Barone Rampante di Italo Calvino al Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, da Anton Čechov ad Oscar Wilde, fino a Le Notti Bianche di Fëdor Dostoevskij (storia che rimanda per certi versi a quella vissuta dal protagonista e Yolande).

Cast notevole (bravissime sia Bérénice Bejo che Matilda De Angelis). Bella la ricostruzione di una Parigi fiabesca, con la Torre Eiffel sempre illuminata sullo sfondo (il film è stato girato tutto in interni e precisamente al Teatro Cinque di Cinecittà, il più amato da Federico Fellini) e gradevole anche la colonna sonora con pezzi must di canzoni romantiche francesi (su tutti, Barbara).

Insomma, l’emotivo a tratti stenta, ma la materia (il materiale) c’è. Nel complesso comunque è una piacevole fiaba, fatta di illusioni e di sogni, che inneggia al lasciarsi andare ai sentimenti.

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