Il Grinch

Torna la creatura verdognola del Dr. Seuss, stavolta animata. Ma si rimpiange il ghigno di Jim Carrey

27 novembre 2018
2,5/5
Il Grinch

Torna sul grande schermo a distanza di diciotto anni il mostriciattolo verde che detesta il Natale. Questa volta non ha più la faccia del travolgente e versatile Jim Carrey, perché è un cartone animato, ma ha comunque lo stesso ghigno perfido, vive solitario in cima a una grotta sul Monte Crumpit insieme al suo fido cane Max e ha il cuore di due taglie più piccole rispetto al normale. E’ il Grinch, il personaggio nato dalla penna del Dr. Seuss nel 1957, che sarà nuovamente protagonista al cinema nel periodo natalizio con la voce di Alessandro Gassman (nella versione inglese è doppiato dal candidato all’Oscar Benedict Cumberbatch).

Diversamente dal film di Ron Howard questa nuova versione animata prodotta dalla Illumination e diretta da Scott Mosier e Yarrow Cheney approfondisce meno le motivazioni profonde per le quali questo scontroso personaggio odia le festività, ma rinnova una lezione di vita che oggi è più che mai attuale: la storia di una comunità che accoglie un diverso. Come nel grande classico per bambini tutti i dialoghi sono in rima baciata e questa è la nota positiva. Ma il racconto originale è molto breve e per allungare il brodo della storia (il film dura più di un’ora e mezza) in certi momenti la pellicola diventa piuttosto prolissa. Allo stesso tempo si perdono per strada molte potenziali risate che potevano scaturire da alcune simpatiche slapsticks comiche, spesso brutalmente troncate senza motivo. 

Inoltre il personaggio più divertente, nonché il vero eroe del film, e cioè un’enorme renna di nome Fred (che ricorda vagamente il toro Ferdinando, protagonista di Ferdinand) scompare troppo presto dalla scena. Peccato. Poteva essere una bella occasione per riscoprire quella che è considerata la migliore opera dello scrittore statunitense per bambini Theodor Seuss Geisel noto come Dr. Seuss (tra i suoi racconti più famosi: Il gatto col cappello Prosciutto e uova verdi), adattandola meglio a un pubblico di bambini visto che è un film d’animazione, e invece alla fine si rimpiange il meraviglioso e spaventoso ghigno di Jim Carrey.

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