C’è un grande progetto dietro la trasposizione del famoso libro del Dr. Seuss Il Gatto col Cappello sul grande schermo, come film d'animazione. Come primo lungometraggio animato di Warner Bros Pictures Animation, conserva infatti l'ambizione di diventare il capostipite di una saga dedicata a declinare l'universo dello scrittore e regista statunitense, autore di più di 60 libri. È già in cantiere anche Oh, quante cose vedrai! co-diretto da Jon M. Chu e Jill Culton e previsto per il marzo 2028.

Contestualizzare la responsabilità sulle spalle del Gatto col cappello è fondamentale per capire il film. Non solo il primo in assoluto di una serie, ma con l’evidente mission di cancellare dalla memoria collettiva il fallimentare live-action del 2003. Il film infine doveva e dovrà riuscire in due intenti: restituire al pubblico americano quell’immaginario che viene tramandato di generazione in generazione, tra letture di scuola e della buonanotte e far scoprire al resto del mondo, il magico caos del Gatto, qui un po’ compagno di scorribande e un po’ psicologo infantile. A capitanare il tutto, l'italiano Alessandro Carloni e l’esordiente alla regia (ma pluripremiata sceneggiatrice) Erica Rivinoja, letteralmente, le due facce del pubblico, con Bill Hader a dar la voce al gatto (da noi è Stefano Fresi) e a far da produttore esecutivo.

The Cat in the Hat voiced by Bill Hader in Warner Bros. Pictures Animation’s “The Cat In The Hat,” a Warner Bros. Pictures release. Photo Credit: Photo Courtesy Warner Bros. Pictures
The Cat in the Hat voiced by Bill Hader in Warner Bros. Pictures Animation’s “The Cat In The Hat,” a Warner Bros. Pictures release. Photo Credit: Photo Courtesy Warner Bros. Pictures

The Cat in the Hat voiced by Bill Hader in Warner Bros. Pictures Animation’s “The Cat In The Hat,” a Warner Bros. Pictures release.  Photo Credit: Photo Courtesy Warner Bros. Pictures

Il Gatto con il Cappello qui non prende solo vita ma appartiene ad una realtà dove rallegrare i bambini e tirarli su è per lui un lavoro, da cui potrebbe addirittura essere licenziato per il troppo entusiasmo disordinato. L’ultima occasione è quella ardua di supportare due fratelli, Gabby (Xochitl Gomez) e Sebastian (Tiago Martinez), tristi perché appena arrivati in un'altra città, trascinati dalla mamma (America Ferrera). Inizia un’avventura dentro gli scatoloni del trasloco, su di un divano magico, in cerca di uno strumento per tornare indietro nel tempo. Spunto narrativo interessante che richiama nostalgicamente ai classici indimenticabili come Pomi d’ottone e manici di scopa e la sempreverde Mary Poppins a ricordarci che il Gatto è in giro da un po’ ed è di fatto anch’egli un’istituzione, avendo probabilmente già incontrato i genitori di oggi e forse addirittura i nonni di ieri come a strizzare l’occhio agli adulti che accompagneranno i figli al cinema.

Tre mondi quelli rappresentati nel film, quello reale, quello in cui vive il Gatto e infine quello delle scatole dei ricordi. Quest'ultimo fa la differenza, visivamente inaspettato, pieno di nostalgia e due prese di coscienza, quella per cui la vera casa non è il luogo fisico ma quello degli affetti e infine, che il passato, bello o brutto che sia stato, è ciò che ci ha reso chi siamo nel presente. Un film che riesce, paradossalmente, più quando punta alla coralità che sul suo protagonista.