Il bambino nascosto

Roberto Andò adatta il suo romanzo: maestro di musica e cucciolo di camorra in fuga per la libertà, tra debolezze e coraggio civile. Film di chiusura di Venezia 78

11 Settembre 2021
3,5/5
Il bambino nascosto
Giuseppe Pirozzi e Silvio Orlando - IL BAMBINO NASCOSTO

Roberto Andò porta sullo schermo il suo romanzo (La Nave di Teseo): Il bambino nascosto chiude la 78. Mostar di Venezia, fuori concorso.

Protagonisti Silvio Orlando e Giuseppe Pirozzi, nel cast Lino Musella, Imma Villa, Sasà Striano, Tonino Taiuti, Gianfelice Imparato, Francesco Di Leva, Roberto Herlitzka, segue in un vecchio e dimesso palazzo napoletano lo strano incontro tra lo schivo maestro di pianoforte al Conservatorio Gabriele Santoro (Orlando) e il piccolo Ciro (Pirozzi), in fuga da una vendetta di camorra, che trova riparo nell’appartamento dell’uomo.

La convivenza progressivamente più pericolosa e al contempo più amicale porterà Gabriele a uscire dal guscio, liberarsi al mondo, ovvero farsi carico dell’altro, del prossimo sullo sfondo di una città vessata dalla camorra e vastamente indifferente.

Dopo Una storia senza nome, Andò conferma eleganza di scrittura, pulizia di regia, misura di direzione d’attori e, sopra tutto, umanesimo, che dalla matrice letteraria si apre alla disamina sociologica e,a ncor più, all’effusione antropologica.

Un dramma da camera liberatorio, ben illuminato da Maurizio Calvesi, montato senza parossismo da Esmeralda Calabria, suonato al pianoforte e aperto alla possibilità del riscatto individuale e della salvezza partecipata.

Troppo lungo, a tratti smodato (il pranzo tar orlando e Imparato) e gratuito (l’omosessualità), nondimeno Il bambino nascosto sa parlare, ovvero scrivere e filmare, di responsabilità civile e libero arbitrio con elegante e pudico coraggio.

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1 Comment on "Il bambino nascosto"

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Michela
Ospite

Un film da non perdere, da cui emergono, tra l’altro, le contraddizioni di Napoli. Una città da amare per la sua storia e le sue eccellenze culturali ma attanagliata da problemi che possono sembrare insuperabili. A fare risaltare il contrasto, un cast veramente eccezionale. Andò non ha lasciato nulla al caso. E lo si capisce dalla fugace ma sublime interpretazione dell’impromptu di Schubert dell’allievo di Gabriele, che pur l’arido maestro, preso dai suoi guai, sembra non apprezzare.

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