I fiori del male

Claver Salizzato si ispira a Baudelaire. Ma l'impianto teatrale-cinematografico non rende giustizia al poeta "maledetto"

9 Febbraio 2021
1,5/5
I fiori del male

Ispirato all’opera I fiori del male di Charles Baudelaire, non a caso ha lo stesso titolo, il film di Claver Salizzato con protagonista assoluta Flora Vona, online su Prime Video, farebbe rigirare il poeta “maledetto” nella tomba. Questa trasposizione cinematografica, in verità sarebbe meglio dire teatrale, svilisce completamente il significato profondo di una poesia che “voleva estrarre la bellezza dal male”, nonché di una delle opere più influenti e innovative non solo dell’Ottocento francese, ma di tutti i tempi, che affrontava argomenti cupi, scabrosi e immorali.

Questa riflessione sull’amore (quello sacro, di cui parlano i poeti, e quello profano, che si consuma), sul sesso, sull’erotismo, sul desiderio e la bramosia (quel “tumulto dei sensi ciò che più conta nella nostra esistenza terrena e celeste”) diventa qui didascalica, meccanica, poco autentica. Ecco dunque, tre donne, tutte interpretate da Flora Vona, in tre epoche diverse (anche se la scenografia qui è sempre la stessa).

Tre ritratti. Tre cortigiane. Attraverso tre secoli dal Cinquecento al primo Novecento, tre personaggi femminili realmente esistiti ed entrati nella storia, ma colti per un attimo fuori di essa.

Gli amori e le passioni di Veronica Franco, poetessa e onorata cortigiana della Serenissima Repubblica di Venezia, divenuta l’amante di Enrico III di Francia, accusata di stregoneria per non averlo mai fino in fondo ricambiato; Margherita Gautier, cocotte e ‘mantenuta’ nella Parigi in procinto di aprire i battenti all’età dell’oro della Belle Epoque, poi divenuta famosa come La dame aux camelias, cantata a più riprese da geni quali Alexandre Dumas figlio e Giuseppe Verdi. E, infine, Mata Hari (al secolo Margareta Geertruida Zelle), osannata ballerina, oltre che amante di teste coronate e sedicente spia, fucilata nonostante i gravi dubbi circa la sua effettiva colpevolezza.

Lontano da quel lirismo aulico e dalle atmosfere surreali della poetica romantica, ma anche per nulla provocatorio e dirompente, questo film sembra piuttosto una telenovelas, di basso costo. Nota a margine: si salvano le belle musiche di Marco Werba.

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