I figli del mare

Trasposizione che cattura lo spirito del manga Daisuke Igarashi, con poesia e lirismo. In sala dal 2 al 4 dicembre

3 Dicembre 2019
4/5
I figli del mare
I figli del mare

Solo tre giorni e poi chi lo sa. Pochi ma sufficienti per dare una prima occasione di visibilità a I figli del mare, il kolossal d’animazione dello Studio 4°C, diretto da Ayumu Watanabe e tratto dal manga di Daisuke Igarashi, che Nexo Digital e Dynit portano nelle sale italiane dopo le anteprime ad Annecy e al Lucca Comics & Games.

Cinque anni di lavorazione, centinaia di animatori e migliaia di disegni per dare vita a una trasposizione che cattura lo spirito della matrice e ne restituisce sullo schermo la poesia con pennellate di puro lirismo.

E non poteva essere altrimenti per un’opera che oltre alla regia di un talento come Watanabe ha potuto contare sul contributo di un character designer del calibro di Kenichi Konishi (Tokyo Godfathers, La storia della principessa splendente) e sulle note di Joe Hisaishi, storico collaboratore dello Studio Ghibli.

Forze lavoro, queste, che hanno garantito al film delle basi solidissime, immagini dal forte impatto visivo e degli ottimi motivi per spingere lo spettatore di turno a tuffarsi in un’avventura fantasy vissuta sopra e sotto il livello del mare, che nel suo DNA narrativo e drammaturgico si è fatto portatore sano di un sincero messaggio ambientalista e di una grande storia di amicizia che sfocia in un emozionante coming of age.

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