El olvido que seremos

Fernando Trueba inquadra il medico, professore e attivista colombiano Héctor Abad: esemplare lui, mediocre il film

22 Ottobre 2020
2,5/5
El olvido que seremos

Il regista spagnolo Fernando Trueba (Two Much), complice la penna del fratello David, adatta Oblivion: A Memoir del colombiano Héctor Abad Faciolince, dedicato al rapporto tra sé e il padre Héctor Abad Gómez, medico, professore universitario e attivista uccio dai paramilitari nel 1987 a Medellín.

A incarnarlo è il bravo Javier Cámara, mentre il figlio e futuro romanziere di successo è interpretato ragazzo da Juan Pablo Urrego senza arte né parte e piccolo dall’irritante Nicolás Reyes Cano: la scelta infelice di questi due attori inficia ulteriormente un film che nonostante l’esemplarità di Héctor, buono senza buonismo, probo e generoso, non si eleva dal compitino, dalla confezione televisiva, dall’oleografia in odore di agiografia, da un pubblico d’elezione anziano e stracco quanto la regia stessa, la cui unica trovata è l’associazione di colore e bianco e nero.

Peccato, perché complice Cámara, il professore trasmette(rebbe) qualcosa allo spettatore: tolleranza, amore, dedizione sociale e familiare, con spiccata predilezione per l’unico figlio e l’unica talentuosa e non statuina delle cinque figlie, la cui morte prematura ne carburerà l’impegno politico.

In cartellone alla Festa del Cinema, ha nel titolo, L’oblio che saremo, il suo stesso destino. Singolare.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy