PHOTO
C'est quoi l'amour? Che cos'è l'amore? È la domanda, lecita, che tutti i personaggi di questa rinfrescante commedia francese sembrano porsi a un certo punto della loro vita sentimentale.
Fabien Gorgeart torna a lavorare su un tema già affrontato in chiave drammatica in La vraie famille, storia di un figlio conteso tra padre biologico e madre affidataria, per ragionare su cosa significhi, oggi, essere una famiglia, quando i ruoli vacillano e l'amore può essere anche, o forse soprattutto, quello di un non consanguineo.
Lo schema di partenza è quello della commedia del rimatrimonio di matrice classica, cukoriana, con la coppia separata, chiamata dalle circostanze bizzarre a rileggere e ridefinire il proprio rapporto, ma contaminato dagli schemi degli "E se" burocratici in cui si è specializzato negli anni Paolo Genovese. Così, la protagonista di Gorgeart, una brillante e scatenata Laure Calamy, vede la sua vita ordinaria, tra il lavoro da manager di boutique, compagno e figlie, scombussolata dalla richiesta del suo ex marito, Vincent Macaigne, di far annullare il loro matrimonio dalla Sacra Rota, affinché possa risposarsi in Chiesa con la nuova fidanzata cattolica praticante, Mélanie Thierry.


Cos'è l'amor ©DeuxiemeLigneFilms_PetitFilm_France3Cinema
La coppia cukoriana diventa, quindi, nel 2026, una famiglia allargata, composta da figlie di padri diversi, nuovi partner e vecchi amori, in viaggio tutti insieme per ridefinirsi e anche liberarsi dai sensi di colpa che la Norma ecclesiastica scatena. Il viaggio verso Roma e sul suolo vaticano non è solo uno spostamento narrativo ma anche un attraversamento culturale e cinematografico: Gorgeart si addentra nell’immaginario del cinema italiano recente, sfiorando talvolta l’omaggio, come l’apparizione del Papa nero sorrentiniano, e in certi momenti il film sembra davvero “sciacquare i panni nel Tevere”, senza mai perdere del tutto una sua identità molto francese nei conflitti psicologici che attraversano tutti i personaggi, dalla parabola Tempo delle mele della coppia dei giovanissimi fino alle insicurezze degli adultescenti, messi di fronte alle scelte del passato e del presente.
A tenere insieme tutto c'è la familiarità reale tra Laure Calamy e Vincent Macaigne, compagni di accademia e, rispettivamente, attrice e regista in diversi lavori teatrali e cinematografici, dal corto Ce qu'il restera de nous all’esordio nel lungo di Pour le réconfort.


Cos'è l'amor ©DeuxiemeLigneFilms_PetitFilm_France3Cinema
Complici perfetti,portano nel film una storia pregressa, con un’intimità che si fonde a quella dei personaggi. La famiglia allargata messa in piedi da Gorgeart rispecchia quella air de famille tipica di certa autorialità francese in cui vita e schermo sono indissolubilmente legati, come nei film corali di Guillame Canet o Christophe Honoré, con volti e corpi che passano agevolmente di film in film, offrendo infinite variazioni sul tema, dall’uomo goffo e insicuro, anche de-virilizzato, spesso incarnato da Macaigne, alle performance quasi slapstick di Calamy, qui offerte nei siparietti con lo scontroso portiere di notte romano. Ed è proprio questo il tratto distintivo di C’est quoi l’amour?, la sua capacità di muoversi liberamente tra toni e sottogeneri della commedia, rivelando la cultura cinematografica di Gorgeart e il suo sguardo lucido e affettuoso verso le contraddizioni di un contemporaneo confusionario, folle, ma pur sempre bisognoso d’amore.
