A casa tutti bene

Muccino distrugge l’idea di un focolare domestico in cui l’amore regola i rapporti: è la summa del suo cinema, tra ipertrofia e dolcezza

14 Febbraio 2018
2,5/5
A casa tutti bene

È passato più di mezzo secolo da quando, a ogni stagione cinematografica, c’era un film girato a Ischia. Era targato Cineritz con storie fatte d’aria, leggere come lo sguardo di un visitatore che sfoglia compulsivamente una foto dopo l’altra, nell’impossibilità di portarsi in Giappone o in Inghilterra il profumo di un’isola unica al mondo.

Erano i racconti vacanzieri di allora, commedie senza ombre per esaltare un luogo magico, di cui Angelo Rizzoli senior era il potente proprietario, almeno dei più grandi alberghi. Il fascino di Ischia è intramontabile, e ha catturato anche Robert Siodmak (Il corsaro dell’isola verde), Billy Wider (Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?) ed Anthony Minghella (Il talento di Mr. Ripley).

Oggi Gabriele Muccino la trasforma nella sua Isola Che Non C’è, il luogo in cui tutto è possibile e i sogni s’infrangono contro le onde del mare. Non la chiama mai per nome, i suoi personaggi la usano come un campo di battaglia, per urlarsi contro e riflettere sui rimpianti, su tutte le occasioni perse che non torneranno più.

La famiglia non è un porto sicuro, ma un oceano in tempesta. L’ipocrisia si nasconde dietro ai larghi sorrisi, alle pacche sulle spalle che celano la loro infelicità. L’utopia è quella di costruirsi una vita “normale”, in cui i drammi non esistano e la felicità regni sovrana.

A casa tutti bene è una provocazione già dal titolo. La locandina (tanto criticata) è un insieme di falsi sorrisi, di maschere, dove tutti si prestano a un pirandelliano gioco delle parti. I nonni festeggiano cinquant’anni di matrimonio e invitano i parenti per un pranzo nel loro paradiso terrestre. Figli, cugini, nipoti, ex mogli: tutti rispondono alla chiamata, perché nelle giornate speciali non si può mancare.

Parenti serpenti, spiegava Monicelli, e la sua lezione resta valida anche dopo un paio di decenni. Non si può sperare in un aiuto da chi dovrebbe starci sempre accanto, l’egoismo regola il mondo e per i puri di cuore non resta che girarsi dall’altra parte.

Il regista distrugge l’idea di un focolare domestico in cui l’amore regola i rapporti. Costruisce una summa del suo cinema, dei contrasti tra Padri e figlie, della disperata Ricerca della felicità, degli affetti perduti in stile Baciami ancora, con le pulsioni giovanili de L’estate addosso che restano un sempreverde.

Muccino replica se stesso, la sua bulimia di tematiche irrisolte, l’ipertrofia di un modo di raccontare che avrebbe bisogno di un andamento più asciutto, meno estetizzante, dove la macchina da presa qualche volta si fermi, dando requie agli occhi e al cuore.

Ma nelle imperfezioni, A casa tutti bene trova comunque una sua dolcezza, nei momenti in cui la retorica si fa da parte e la musica si abbassa, in particolare quella cantata. Spesso (forse troppo) il cugino picchiatello si mette al pianoforte per far rivivere i cosiddetti tempi d’oro.

Tutti si fermano, spremono una lacrimuccia e gli ammicchi agli spettatori non finiscono più. In un cast eccezionalmente affollato, spicca Pierfrancesco Favino, che col suo multiforme talento riesce a raddrizzare anche le soluzioni scontate.

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15 Commenti on "A casa tutti bene"

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Topazia Frivoli
Ospite

Muccino vorrebbe essere Scola, ma a “scola” di cinema deve tornare…Film angosciante, tutti litigano dall’inizio alla fine. Il regista trasporta sullo schermo i suoi noti problemi familiari – violenze sulla moglie, liti col fratello – li risolva in privato e faccia film meno plumbei. Peccato per la bravura di alcuni attori e la bella scenografia.

Andrea
Ospite

Vangelo.

Antonella Cappelli
Ospite

Sono perfettamente d’accordo con Topazia! Uscita dalla sala ,la vita mi è sembrata meravigliosa al cospetto di quell’incidente multiplo di tragedie e miserie umane! Alla fine sembra quasi che quello che sta meglio è il personaggio di Ghini malato di Alzheimer!

Mile
Ospite

Film deludente con i soliti argomenti, non ti lascia niente dentro. All’inizio non si capisce chi è imparentato con chi. Un’accozzaglia di attori messi lì a fare sempre il solito minestrone, tutti pazzi che urlano l’uno contro l’altro dall’inizio alla fine, troppo lungo, troppo noioso e troppo troppo ripetitivo. Di film originali non se ne vedono da un pezzo!
Muccino si ostina ancora a fare il regista?!?!

Caro
Ospite

Film deludente! Sembra la casa degli esauriti.. urli, litigi, corna, chi più ne ha più ne metta e con un finale del tutto squallido.

Caro
Ospite

Urla*

Rosamaria Caso
Ospite
Ho visto, semplicemente, la vita.La vita per quello che è.Alti,bassi, parole troppo taciute, paranoie troppo urlate, infelicità camuffate e felicità inaspettate.E ho visto i rapporti. Perché, lo sappiamo, i rapporti perfetti e meravigliosi non esistono.Esistono solo i rapporti.Talvolta meravigliosi nella loro imperfezione,talaltra dolorosi nella loro apparente perfezione… rapporti che attraversano fasi che si alternano e si rincorrono fino a ripetersi, rapporti capaci, tuttavia, di sopravvivere alla vita e in qualche modo di cavalcarla,nonostante tutto. E le ho viste, queste cose,affidate ad una coralità che manca completamente del dolce sapore della convivialità. Muccino, al contrario, utilizza la coralità a suo uso… Leggi il resto »
Isa
Ospite

Quest recensione se l’è scritta Muccino da solo?

Rosamaria Caso
Ospite

ahahah!!!…l’ho scritta di getto dopo aver visto il film…io ci ho letto questo!..il bello è che poi ognuno ci legge qualcosa…o proprio nulla 🙂

Anna Lanza
Ospite

Un vero peccato: tanti attori bravi e splendidi sprecati: le riprese sembravano effettuate da un parkinsoniano; tante urla inutili; sciocchezze incomprensibili: all’arrivo di Carlo con traghetto lo aspetta sua macchina vuota con cofano già aperto…
ma qualche dubbio in più anzichè l’elegia di sè’ il cinema italiano lo vuole trovare o gli basta raccontarsi? Ghini, superbravo

sebastiano sposito
Ospite

Film molto bello girato bene come regia e anche gli attori molto realisti…sembra triste ma è solo la verità raccontata…emozionante.complimenti

Pavolo
Ospite

Sto diventando forse sordo ? La prima mezz’ora non capivo nulla ! Pessimo audio in presa diretta con forte rumore ambientale, per il resto del film attori che biascicano (non si recita più nemmeno in italiano) le parole sottovoce.

Adriano Carafoli
Ospite

Ieri sera io e mia moglie abbiamo visto il film su Netflix. Non voglio fare commenti sul film, in genere, perché ce ne sono già molti in questo sito ma condividiamo in pieno quanto riportato qui sopra. Anche noi abbiamo avuto le stesse impressioni.

francis
Ospite

Un tripudio di corna, non mi aspettavo chissà che capolavoro. Ma sinceramente a fine film viene solo angoscia

Talimi
Ospite

Emozionante come pochi… Cast strepitoso

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