The Party

Dal concorso di Berlino al "Tutti ne parlano" di Roma 2017, funziona il "Brit Kammerspiel" con cast all star di Sally Potter

8 febbraio 2018
3/5
The Party

La commedia nera (e in bianco e nero) The Party, l’ultima fatica della regista inglese Sally Potter, arriva alla Festa di Roma (nella sezione Tutti ne parlano) dopo il passaggio, in concorso, all’ultimo Festival di Berlino.

Brillano Kristin Scott Thomas, Patricia Clarkson e Bruno Ganz. Brexit, Le Pen, Trump, chi ha creduto nell’Europa, e nella forza della ragione, almeno in Occidente, sta raccogliendo i cocci degli ideali infranti. Una buona occasione per la raffinata regista britannica di girare un film che tiri giù il velo sulla realtà con ironia.

 

Janet (Kristin Scott Thomas) ce l’ha fatta ed è arrivata al potere: diventerà ministro della salute. Si deve festeggiare, tra amici intimi. La festa, però, prende una piega inaspettata quando Bill fa due rivelazioni che sconvolgeranno la moglie e i presenti. Sette vite in poco più di un ora di pellicola. Il tempo è perfetto.

Una rappresentazione per pochi, in ambienti raccolti, di piccole dimensioni, dove la distanza tra pubblico e attori è piccola e lo sguardo del regista si concentra sulle più piccole sfumature dei gesti e delle espressioni. Il  Kammerspiel di Sally Potter è intimistico e psicologico, e irresistibilmente  ironico. L’equilibrio è perfetto. The Party è un tableau femminile per le donne e sulle donne. Ma anche empatico con la prospettiva maschile.

Potter punta sulle turbolenze, il panico, la collisione, il caos, per mettere a nudo le false sicurezze, la morale senza più consistenza dell’intellettuale (alto)borghese, il ruolo delle donne nell’era post – post femminista, il dibattito sui generi. La regista sessantasettenne ha sempre avuto uno sguardo profondo sulle donne, in lavori sperimentali, poetici, storici, autobiografici come Orlando, Lezioni di tango, Rage.

In The Party non rinnega la sua solidarietà femminile, la approfondisce. Dramma e commedia, The Party è soprattutto un divertissement veloce e cattivo. La situazione, per una generazione, e un’ Europa, senza più ideali e bloccata da un’insicurezza permanente, è molto seria. Ma non disperata.

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