Bene ma non benissimo

Francesco Mandelli debutta in solitaria alla regia. Con una commedia sul bullismo tanto semplice quanto funzionale e una protagonista dirompente, la giovane Francesca Giordano

2 Aprile 2019
2,5/5
Bene ma non benissimo

Ha un sorriso che spiazza. E’ paffutella e “terrona”, per la precisione siciliana. Adora il rapper torinese Shade. E non ha peli sulla lingua. Si chiama Candida di nome e Morvillo di cognome. Il riferimento alla moglie di Falcone (Francesca Laura Morvillo) uccisa da Cosa nostra nella strage di Capaci non è poi tanto casuale.

E non lo è neanche il suo nome perché Candida è un’anima candida, appunto, pura, semplice, spontanea e leale come non se ne vedono più. E proprio per questo è una rarità. Ad interpretarla è una ragazza che è davvero una forza della natura: si chiama Francesca Giordano ed è divenuta celebre grazie al ruolo di Santina nella serie tv La mafia uccide solo d’estate.

La storia è semplice. Si parla di bullismo. La giovane dodicenne sarà costretta a trasferirsi con il padre a Torino. La prende con il sorriso, come ogni cosa che lei affronta nella vita. Intanto sogna di incontrare Shade. E difatti non è una coincidenza neanche il titolo Bene, ma non benissimo che riprende quello del brano tormentone del rapper torinese (che ha un piccolo ruolo nel film) in cima alle hit parade della scorsa estate.

Nella nuova scuola dovrà però affrontare la non facile integrazione con i compagni che la sfottono appellandola “bomberona cicciona” e le fanno i peggio scherzi e allo stesso tempo si erigerà a protettrice di un altro ragazzo (Yan Shevchenko) introverso e anche lui bullizzato in classe tanto da essere soprannominato Tutankhamon. Ma lei affronterà tutto questo sempre con il sorriso. La sua arma. E offrendo la frittata di maccheroni.

Certo, il film di Francesco Mandelli, alla sua prima regia da solo dopo La solita commedia- Inferno che aveva diretto con Fabrizio Biggio, ha i suoi difetti evidenti come quello di essere troppo televisivo o di marcare esageratamente il confronto ricchi-poveri cadendo negli stereotipi.

Però nel complesso è una commedia che affronta un tema serio con ilarità e ci mostra come sia importante avere alle spalle una famiglia che ci lasci un bagaglio emotivo solido tanto da permetterci di affrontare con forza le difficoltà.  

 

Insomma, per usare le parole della canzone di Shade, ovviamente presente nella pellicola, sebbene questo film: “Va bene, bene, bene, bene. Ma non benissimo”, ne rimaniamo comunque conquistati e impariamo a guardare, come dei bravi allievi, il bicchiere mezzo pieno anziché mezzo vuoto. Alla fine questa piccola Pollyanna con il suo meraviglioso sorriso che, tra mille avversità, vede sempre in positivo contagia anche noi che usciamo dalla sala, proprio come Candida, a cuor leggero.

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