Baby Boss 2 – Affari di famiglia

Una nuova missione arriva dalla BabyCorp: una storia divertente che, tuttavia, non convince totalmente

7 Ottobre 2021
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Baby Boss 2 – Affari di famiglia

Ambientato 30 anni dopo gli eventi del primo film del 2017, Baby Boss- Affari di Famiglia, dal 7 ottobre nei cinema, mostra la vita di Tim Templeton, ormai adulto, alle prese con le sue due figlie: Tabitha, di 8 anni e la piccola Tina. Il fratello più giovane di Tim – Ted (protagonista del primo film) – è ora un importante uomo d’affari mentre lui si occupa della famiglia ed è spaventato dalla velocità con cui la figlia Tabitha sta crescendo.

Se prima era entusiasta dei giochi e delle avventure messi in piedi dalla sfrenata creatività di suo padre, ora preferisce leggere libri di matematica e concentrarsi sulle materie in programma nella prestigiosa scuola per bambini molto dotati che frequenta. Tim tuttavia scopre che anche la figlia minore Tina ha qualcosa fuori dall’ordinario: è una Baby Boss della Baby Corp con la missione di riunire i due fratelli – Tim e Ted – per smascherare i perfidi piani del Dr. Armstrong, preside e fondatore della scuola per bambini dotati frequentata da Tabitha. I due fratelli, grazie ad un latte magico, torneranno bambini per potersi infiltrare nella scuola riuscendo anche a rinsaldare il loro legame, messo alla prova da anni di feste natalizie mancate e incomprensioni.

Alla regia del secondo episodio di questa saga della DreamWorks Animation – diventata anche una serie tv prodotta da Netflix (Baby Boss: Di nuovo in affari) – torna Tom McGrath, già dietro la macchina da presa del primo film, mentre Alec Baldwin torna a doppiare Ted Templeton, dando vita al comico contrasto tra il suo corpo da infante e la profonda voce da uomo.

Nonostante la grafica accattivante e il ritmo serrato della narrazione – in certi momenti davvero godibile – il film risente un po’ della trama fiacca, rimpinguata qua e là da sketch comici. Anche i messaggi più profondi che la narrazione vorrebbe sottendere – come l’importanza dei legami famigliari: da quello tra fratelli a quello padre-figlio, fino alla critica, neanche troppo velata, della dipendenza da smartphone – rimangono per lo più in superficie senza essere approfonditi.

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