Attenti al gorilla

Commedia animalista per Luca Miniero, purtroppo non degna di nota: un enorme primate e poco più

9 gennaio 2019
2/5
Attenti al gorilla

Sembra che il fantasy vada per la maggiore ultimamente tra i film italiani. Dopo La Befana vien di notte arriva al cinema Attenti al Gorilla. Lì l’elemento bizzarro era la famosa strega che volava su una scopa interpretata dalla Cortellesi, qui invece è un enorme primate (con la voce di Claudio Bisio) che per uno strano caso si troverà a vivere dentro l’appartamento di un avvocato fallito di nome Lorenzo (Frank Matano). Sempre di una pellicola destinata alle famiglie e ai bambini si tratta e sempre di un genere caro agli americani si parla. Ma chissà perché i registi italiani non riescono proprio a farne uno degno di nota.

Nella commedia animalista di Luca Miniero (Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord) è proprio la premessa che non va. Questo avvocato squattrinato che non può permettersi uno studio tutto suo e che per questo ha affittato una piccola stanza in un salone di bellezza gestito da una certa Concita (Diana Del Bufalo) deciderà di fare causa allo zoo di Salerno per recuperare la stima dei suoi tre figli e della sua ex moglie (Cristiana Capotondi) stufa di avere a che fare con un bambinone. Vincerà la causa, ma dovrà riportare l’enorme gorilla a sue spese nel suo habitat naturale. Per risparmiare deciderà allora di portarselo a casa costruendo perfino una simil giungla nel suo salotto.

Aldilà del poco convincente incipit della storia tutti i potenziali argomenti che scaturiscono da questo primate “umanizzato” sono poco sviluppati e cadono nel vuoto. Eppure la metafora di una diversità e di un’accoglienza con la quale dobbiamo fare i conti è quanto di più attuale possa esserci (“Gli uomini vogliono rimandare tutti in Africa tranne quelli che ci vogliono andare”, dice il gorilla nato a Carate Brianza Park e agognante lo Ius Soli) e anche la tematica ambientalista-animalista non è da meno. Invece lo stesso gorilla rimane sullo sfondo e anche il messaggio che gli animali sono esseri senzienti capaci di provare emozioni. Peccato che guardando questo film sono gli uomini a non provarle.

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Al di là. L’aldilà è un’altra cosa.

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