Attenti a quelle due

Anne Hathaway e Rebel Wilson in una commedia sbilanciata e poco convincente

15 Maggio 2019
2/5
Attenti a quelle due

Penny è una ragazza abilissima nell’improvvisare e, senza mezzi termini, truffare gli uomini che incontra per guadagnarsi da vivere. Fino al prossimo colpo, almeno. Josephine, invece, è colei che della truffa ha fatto un lavoro e un introito stabile, con regole e strategie, obiettivi e missioni per commissione.

La prima con il volto di Rebel Wilson, la seconda con quello di Anne Hathaway, sono le protagoniste di Attenti a quelle due. Da un mix di concept classici di Hollywood (il film si rifà a Due figli di… con Michael Caine e Steve Martin, a sua volta ripreso da I due Seduttori, con Marlon Brando e David Niven), la reinterpretazione della commedia della truffa al femminile diretta da Chris Addison non regge il confronto con i suoi predecessori.

Se è per questo, il film è deboluccio anche se considerato di per sé. L’umorismo graffiante non sempre riesce a colpire nel segno e le due attrici, in coppia, non sembrano mostrare quel legame di empatia e rivalità tipico dei buddy movie.

attenti a quelle due

L’attrito tra le due, destinato a “esplodere” brevemente sul finale, è l’unico elemento rimasto dello stilema, ma non viene approfondito che superficialmente. Gli imbrogli architettabili, potenzialmente infiniti, sono pochi e approssimativi, la trama di bugie non va oltre la sfida per conquistare le grazie di un giovane ricco rampollo della Silicon Valley, interpretato da un Alex Sharp abbastanza anonimo.

Il film tenta pure un colpo di coda, ma nemmeno di questo sviluppa le conseguenze. Ne deriva una sorpresa tardiva, priva di solide basi e senza un epilogo all’altezza, che dopo tanto conflitto si risolve sin troppo serenamente e rapidamente.

Si può comunque godere, con un po’ di pazienza, di qualche gag più brillante della media e Anne Hathaway, seppure in pilota automatico, è attrice di comprovata abilità. Peccato che il resto, nella struttura e nella messa in scena, appaia poco coeso, disorganico, confusionario come la marca ironica del film.

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