Un confine incerto sullo schermo

Il nuovo film di Isabella Sandri, sulla pedopornografia, domani 24 settembre in anteprima a Bologna, a ottobre nelle sale italiane
Un confine incerto sullo schermo

Arriverà nelle sale italiane dopo l’anteprima bolognese di domani giovedì 24 settembre (ore 20, Cinema Lumière), il nuovo film di Isabella Sandri, Un confine incerto, distribuito dalla Cineteca di Bologna.

Presentato al Torino Film Festival, Un confine incerto affronta il tema difficile della pedo-pornografia, e che vede nel cast il giovane Moisè Curia (volto noto per il suo lavoro televisivo, in particolare per i ruoli interpretati nella fiction di grande successo Braccialetti rossi) e Valeria Golino.

 

“Si parla tanto del cinema al femminile – commenta il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli –, dello scandalo delle donne che faticosamente riescono ad approdare alla regia, poi, però, tutto resta come prima. Solo i festival, e l’ultima Venezia ne è stato un bellissimo esempio, hanno dato vita a selezioni più attente alla questione di genere. La Cineteca di Bologna ha deciso di sostenere l’uscita nelle sale di Un confine incerto di Isabella Sandri, una delle voci più personali del cinema italiano contemporaneo. Prodotto da Beppe Gaudino, interpretato da Cosmina Stratan, Moise Curia, Valeria Golino, Salvatore Cantalupo e, per la prima volta sullo schermo, la bravissima Anna Malfatti, è un film riuscito e convincente. Un film di una volta, un bel cast, attori bravi e ben diretti, una storia potente, molto ben raccontata, che diventa lingua cinematografica; dico che è un film di una volta perché la storia è coraggiosa, perché la protagonista è una migrante, perché lo spettatore è chiamato a confrontarsi con il film, non a vedere ciò che già conosce, che la pubblicità gli ha già venduto. Esiste ancora questo tipo di spettatore? Noi crediamo di sì e per questo accogliamo la prima in una sala italiana, a Bologna, al Cinema Lumière”.

 

“In questi ultimi quindici anni – dice la regista – ho raccontato con i miei lavori storie di bambini e di adolescenti: dai profughi palestinesi in Libano agli orfani delle bombe intelligenti in Afghanistan, dai figli dei lavoratori delle maquilas messicane, alle bambine sopravvissute alle stragi in Ruanda, o ai piccoli indios sterminati dall’arrivo dei bianchi nella Terra del Fuoco e in Patagonia. E mi sono chiesta: qual è una delle crudeltà più gravi che continua a esistere in questa nostra epoca, uno dei mali peggiori? Forse portare via il futuro all’essere umano, la forza di credere in sé. Uccidere la sua forza ma anche – forse peggio – la sua parte tenera. Uccidere la tenerezza che l’essere umano ha dentro: il bambino”.

 

Isabella Sandri sarà al Cinema Lumière della Cineteca di Bologna giovedì 24 settembre alle ore 20, assieme al produttore del film Giuseppe Gaudino (regista di Per amor vostro, che è valso la Coppa Volpi a Valeria Golino alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2015), prima tappa di un tour del film nelle sale italiane nel mese di ottobre. La serata è realizzata in collaborazione con Save The Children.

 

Anteprima

Giovedì 24 settembre, ore 20, Cinema Lumière (Piazzetta Pasolini)

UN CONFINE INCERTO (Italia-Germania/2019) di Isabella Sandri (109’)

Incontro con la regista Isabella Sandri e il produttore Giuseppe Gaudino

In un camper parcheggiato nella Foresta Nera vive una strana coppia: un ragazzo, Richi, e una bambina chiamata “Sputo”. A Roma, l’agente della Polizia Postale Milia Demez (Cosmina Stratan, Palma d’oro a Cannes per Oltre le colline) indaga su una rete di pedofili. Per farlo, ogni giorno cataloga foto e video dal web: si sente sempre in ritardo, impotente e “fuori sincrono” di fronte ai crimini a cui assiste senza poter intervenire. Analizzando l’ennesimo filmato, scopre l’identità di una bambina: è Magdalena Senoner, scomparsa qualche tempo prima in Sud Tirolo. Le immagini, però, viaggiano senza confini, difficile capire da dove arrivino. Anche il mondo dei protagonisti fluttua tra Paesi e lingue diverse. Milia sarà in grado di decifrare la scomparsa assurda di quella bambina grazie a una lingua poco parlata, ma che lei conosce bene, il Ladino.

 

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