Toy Story 4, senti chi parla

Incontro con le voci italiane del nuovo capitolo della saga Pixar. Massimo Dapporto (Buzz Lightyear) ricorda il compianto Fabrizio Frizzi: "Io, quando mi arrabbio, penso alla sua risata"
Toy Story 4, senti chi parla

Molti credevano che fosse finita e invece la serie di Toy Story va “Verso l’infinito…e oltre!”, per dirla con le parole di Buzz Lightyear, uno dei suoi protagonisti.

Il film d’animazione, realizzato dalla Pixar, diretto da Josh Cooley e distribuito da Walt Disney Pictures, è giunto infatti al suo quarto capitolo e con molte probabilità le avventure della banda di giocattoli parlanti, capitanata dallo sceriffo Woody, non si fermeranno qui. Anzi, vedranno aggiungersi nuovi elementi come in questo caso Forky, una forchetta creata dalla bambina Bonnie.

A dare voce ai giocattoli nella versione italiana tanti personaggi: Massimo Dapporto (Buzz Lightyear), Luca Laurenti (Forky), Corrado Guzzanti (il motociclista Duke Caboom), Rossella Brescia (Ballerina volante), Benji & Fede (due ranocchie) e Cinzia De Carolis (Bo Peep). Ma il pensiero va immediatamente al compianto Fabrizio Frizzi, che nei primi tre film ha doppiato il mitico cowboy dal volto gentile e che, nonostante sia stato sostituito dal valido Angelo Maggi, sicuramente mancherà a tutti.

“Era una persona irregolare per il nostro ambiente. È stata una perdita toccante per ognuno di noi e ci ha lasciato un esempio da seguire. Io, quando mi arrabbio, penso alla sua risata”, dice Massimo Dapporto, che insieme all’amato presentatore ha lavorato nella trilogia di Toy Story.

“Era un uomo molto semplice e alla mano. Quando abbiamo registrato mi diceva che non sapeva cantare, era davvero amico di tutti”, ricorda poi Riccardo Cocciante ancora una volta interprete nel film della canzone “Hai un Amico in Me” e del nuovissimo brano “Non Permetto”.

E poi, a proposito di Benji & Fede, i due ragazzi del gruppo modenese che oltre a doppiare le ranocchie hanno eseguito una cover di “Hai un Amico in Me” che accompagna i titoli di coda, dice: “Hanno fatto una versione giovane e fresca”. Loro ribattono: “E’ stato un onore per noi fare una cover di un brano così storico e importante. Siamo fan di Toy Story, che è un film davvero pieno di metafore dove i giocattoli sono un po’ i genitori e un po’ i fratelli maggiori”.

Tanti i temi importanti al centro di Toy Story 4dal cambiamento alla crescita personale fino al fare squadra, alla condivisione e alla ricerca della felicità e del proprio io.

“E’ più filosofico ed esistenzialista rispetto ai precedenti – dice Corrado Guzzanti-. Ha una narrazione raffinata e sottile, quasi più per gli adulti che per i bambini. Tutti i personaggi hanno il trauma di sentirsi che esistono solo se hanno un bambino di riferimento. Io, per esempio, sono un motociclista acrobatico a molla, un giocattolo anni settanta, esibizionista e un po’ sbruffone, ma molto sensibile. Ho l’ansia dell’abbandono perché sono stato gettato via dal mio precedente bambino visto che non saltavo abbastanza in alto come quello della pubblicità”. “Io invece sono la ballerina volante. D’altronde non poteva essere altrimenti”, dice poi scherzando Rossella Brescia.

E, a proposito del suo personaggio, Luca Laurenti spiega: “Forky non è un giocattolo già fatto, è spazzatura frutto della creazione fantastica della bambina. Non c’è differenza tra noi e quello che vivono i giocattoli che sono creazioni del nostro sentimento. Colui che non crea è infelice. Non dobbiamo credere solo a ciò che vediamo”.

Non solo new entry come Forky, ma anche donne, come Bo Peep e Jessy, più autonome e con più carattere rispetto alla prima versione. Insomma un Toy Story più femminile. “E’ giusto che sia così- commenta Dapporto- . La donna sta prendendo un posto sempre più importante nella nostra società e quindi anche il film deve seguire questo andamento”.

Infine Riccardo Cocciante dice: “Nella vita è importante crescere, andare avanti nel cercarsi, rinnovarsi, osare e non fermarsi. Ora sembra ovvio il mio spettacolo Notre Dame de Paris, ma all’epoca fu rifiutato da tutti”.

E poi conclude: “Certe volte un niente, come Forky, prende un’importanza enorme. L’affetto che si dà alle cose non dipende dal prezzo o dalla qualità”. E’ probabile dunque che anche questa piccola forchetta, riciclata e ripescata dal cestino della spazzatura, così come questo film, conquisterà ben presto il cuore di grandi e piccini.

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