Torna a casa, Jimi! racconta Nicosia divisa

“L’odio ci è stato insegnato a scuola”, dice il regista Piperides. Dal 18 aprile il suo film nelle sale
Torna a casa, Jimi! racconta Nicosia divisa

“La scritta in greco ‘Non dimenticare’ era scritta sui quaderni di scuola, letta da bambini di cinque anni, fino ai diciotto, e dopo la propaganda durante il servizio militare. Poi un giorno conosci un turco e scopri di essere come lui.”

Questa la testimonianza del regista greco-cipriota Marios Piperides, che nel suo Torna a casa, Jimi! 10 cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro (al cinema dal prossimo 18 aprile, distribuito da Tucker Film) racconta con sottile ironia l’assurda divisione di Nicosia, ultima capitale europea a vivere con un muro nel mezzo.

“È una storia che mi appartiene da tutta la vita. Sono nato a Nicosia nel 1975, con il muro dal ‘74, senza poterlo attraversare fino al 2003, quando hanno aperto il checkpoint. Conosci il tuo paese, lo stile architettonico, i palazzi, i volti, i nomi, ma per la prima volta lo vedi da un altro, diverso, punto di vista. È così che realizzi che sono persone simili, non nemici, a dividersi una piccola isola.”

E conclude: “È una situazione inaccettabile.”

Nel cast anche Adam Bousdoukos, già protagonista del cult Soul Kitchen (2009). “Sono nato ad Amburgo, da genitori greci emigrati negli anni ’60. Lì ho frequentato una scuola greca, studiando Grecia e Turchia. Poteva crearsi conflitto, dalla situazione storica, ma abitavo in un quartiere con molti ragazzi turchi, i miei migliori amici lo erano. Il mio presente era diverso, e i miei genitori mi hanno incoraggiato ad avere mentalità aperta.”

La pellicola ambisce a raccontare con tutta la leggerezza possibile una situazione drammatica: per legge il cane Jimi, una volta scappato oltre la ‘zona cuscinetto’, non può tornare indietro in qualità, seppure acquisita, di merce di contrabbando.

“La maggior parte delle scene sono girate nella parte greco-cipriota di Nicosia.” dice a proposito il regista. “Il problema di girare nella parte turco-cipriota era proprio che non potevamo portare il cane. Saremmo dovuti passare da Istanbul, farlo restare in quarantena e poi tornare indietro. Poche scene girate nella parte nord, ma il punto è che la città è la stessa, perciò non è stato difficile ricostruire lo scenario.”

“La questione di Nicosia” aggiunge l’attore protagonista, “è conosciuta e importante per tutti i Greci, anche quelli che, come me, sono cresciuti all’estero. Non avevo mai sentito sulla mia pelle cosa significa vivere in un paese diviso, dove una semplice passeggiata può essere fonte di problemi. Perciò la storia di Marios mi ha preso subito.”

Replica, al riguardo, lo stesso Piperides: “È l’idea alla base del film. Viene costruito un muro per protezione, lo facciamo da secoli, ma non funziona! Genera odio, divisione, sofferenze, e questo succede ai nostri personaggi. Solo accettando le rispettive differenze e idiosincrasie, si può trovare una soluzione.” Problema, questo, di diffusione mondiale: “Anche Trump, in America, propone una politica simile. Ma non ha senso imporre alle terze generazioni di una migrazione di abbandonare il paese dove sono nati e cresciuti, o di tornarsene in uno che non hanno mai visto.”

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