Sulle tracce di Ötzi

Dal 25 giugno su RaiPlay il film di Gabriele Pagnotta, "un adventure anni '80 stile Goonies incentrato su uno dei reperti archeologici più importanti del mondo"
Sulle tracce di Ötzi
Ötzi e il Mistero del Tempo

“Un film degli anni ottanta stile I Goonies“, lo definisce il regista Gabriele Pagnotta che presenta il suo Ötzi e il mistero del tempo, una favola pedagogica che vede protagonista Ötzi, un homo sapiens dell’età del rame che torna in vita.

Questo film arriva su RaiPlay dal 25 giugno (fa parte del ciclo “La Rai con il cinema italiano”) e vede nel cast, oltre all’attore irlandese Michael Smiley, nei panni di quest’uomo primitivo, anche Vinicio Marchioni, Alessandra Mastronardi, Diego Delpiano,  Amelia Bradley, Judah Cousin e Deirdre Mullins.

Ötzi e il mistero del tempo

“Sono andata a vedere il museo di Bolzano e c’era la mummia di Ötzi. Paradossalmente gli italiani non la conoscono, così ho deciso di fare questa storia che contiene un messaggio di forza, coraggio e positività e che è rivolto a tutte le mamme”, dice la produttrice Manuela Cacciamani (il film è prodotto da One More Pictures con Rai Cinema). Nella storia un ragazzo undicenne di nome Kip si reca al museo per salutare questa mummia e accade qualcosa di magico: Ötzi si risveglia facendogli scoprire i segreti dell’età del rame e la magia degli sciamani.

“E’ un film d’avventura – racconta il regista, che ha accettato di fare questo film “di pancia” su proposta della produttrice-. Su Ötzi, uno dei reperti archeologici più importanti del mondo, sono stati fatti diversi studi che hanno portato sia a conclusioni scientifiche, per esempio su cosa aveva mangiato o sugli utensili che usava, sia a studiare la sfera magica che queste popolazioni praticavano. Sono state fatte delle ipotesi e Ötzi poteva essere uno sciamano. Abbiamo deciso di incentrare il racconto su questo punto e sul fatto che quest’uomo non abbia avuto eredi e la sua specie si sia estinta”.

E Vinicio Marchioni, qui nel ruolo del padre di Kip, dice: “La sceneggiatura di questo film mi ha subito colpito: è il primo progetto di fantasy italiano. E’ un film che posso guardare con i miei figli, cosa che non mi capita spesso. E poi c’è questa straordinaria componente degli anni ottanta. Il padre che interpreto all’inizio non capisce nulla del figlio, poi lo accompagnerà in questo  suoviaggio dell’eroe”. E sulla magia e sul potere di manipolare il tempo aggiunge: “Sono uno pragmatico e credo che sia un bene che si viva e che si debba essere all’interno di ogni singolo tempo. Il potere magico deve rimanere appannaggio della mitologia e non deve essere degli esseri umani. Noi abbiamo il potere della fantasia”.

Il film, che ha vinto la sezione Elements +6 al Giffoni Film Festival 2018, è ambientato nei magici luoghi dell’Alto Adige. D’altronde non poteva essere altrimenti per una storia che vede protagonista la famosa Mummia di Similauan o Uomo venuto dal ghiaccio, risalente all’epoca compresa tra il 3.300 e il 3.100 a.C. e che si trova nel Museo Archeologico di Bolzano.

Ötzi e il mistero del tempo

Un essere umano di sesso maschile vissuto oltre cinquemila anni fa e conservato perfettamente grazie alle favorevoli condizioni climatiche all’interno del ghiacciaio in cui è stato rinvenuto. Un antico esemplare mummificato di homo sapiens sapiens insieme al quale furono ritrovati anche resti e indumenti di grande interesse archeologico come un arco in legno, una faretra con frecce, un  pugnale di selce, un’ascia di rame, una perla in marmo, lame di selce e una gerla.

“Siamo contenti di avere questo film delizioso per ragazzi su Rai Play. C’è un’immensa fame di cinema: con i film del ciclo la Rai con il cinema italiano abbiamo già abbiamo raggiunto due milioni di visualizzazioni”, conclude il responsabile Produzione e Gestione dell’Offerta RaiPlay Maurizio Imbriale.

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