Skyfall: pioggia d’applausi

Entusiastiche le prime reazioni della critica anglosassone al 23° Bond della serie, quello firmato Sam Mendes. In Italia dal 31 ottobre
18 Ottobre 2012
Skyfall: pioggia d’applausi

Incredibilmente entusiastiche: sono le prime reazioni della critica anglosassone a Skyfall, 23° titolo della serie James Bond. Diretto da Sam Mendes e interpretato da Daniel Craig, Judi Dench e, nella parte del villain, Javier Bardem, il film uscirà in Italia il prossimo 31 ottobre distribuito da Warner (in Inghilterra il 26, tre giorni dopo la premiere con la Regina; in America l’8 novembre).Le proiezioni per la stampa americana e britannica hanno ottenuto intanto responsi molto positivi. Ad esempio Peter Dubrage di Variety scrive che “Skyfall costituisce un arricchimento brillante, astuto e incredibilmente soddisfacente dell’epopea di 007, l’unico che piazzi il personaggio di Judi Dench, M, al centro della scena. Ci son voluti 23 film e 50 anni per conoscere il retroterra di Bond, ma valeva la pena di aspettare. Nelle mani di Sam Mendes, la saga torna al punto di partenza rivelando come i tre film con Daniel Craig (Casino Royale e Quantum of Solace, i precedenti) fossero sia il preludio che la coda dell’intera serie. Grazie a un sapiente gioco di scacchi che pone questi tre titoli al livello della trilogia del Cavaliere oscuro di Nolan, abbiamo il miglior esempio di ciò che un genere cinematografico può fare, ponendo le future basi di un dominio mondiale”.
Anche Todd McCarthy, critico di The Hollywood Reporter si sbilancia definendolo “drammaticamente avvincente anche se con il consueto humour. Questo film magnificamente realizzato sarà salutato dai fan della saga come uno dei migliori Bond di sempre”.E ancora Kim Newman di Empire sottoliena come “Skyfall è molto di più di quanto ci si potesse aspettare da Bond nel ventunesimo secolo: cool senza gigioneggiare, rispettoso delle tradizioni ma moderno, autentico nelle sue emozioni e complesso nei personaggi ma con una capacità d’intrattenere che non è sempre stata così evidente negli ultimi anni”.Meno convinto Xan Brooks del Guardian: “Tutto sarebbe perfetto se Skyfall non cadesse nel tipico errore delle celebrazioni dei 50 anni: lasciare che il sentimentalismo appanni il giudizio e sciolga la lingua. Nel farlo, rischia di far saltare la copertura di James Bond per sempre”.

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