Sergio e Sabrina, coppia da ridere

"Un omaggio alla nostra grande commedia: gli italiani non cambiano, ma si adattano", dice Castellitto. Con la Ferilli in Ricchi di fantasia, dal 27 settembre in sala: "L'arte di arrangiarsi, limite e al tempo stesso forza del nostro paese", dice l'attrice
Sergio e Sabrina, coppia da ridere
Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli - Foto Pietro Coccia

“Siamo un cinema meravigliosamente di burini nel senso più elevato del termine”. Parola di Sergio Castellitto, protagonista insieme a Sabrina Ferilli del film Ricchi di fantasia, diretto da Francesco Micciché, che uscirà nelle nostre sale il 27 settembre distribuito in 300 copie da 01 distribution.

Lui (Castellitto) è un carpentiere che lavora al Mandrione, nella periferia romana, mentre lei (Ferilli) da anni fa la cameriera nella trattoria di suo marito, cantando perfino “Faccetta nera” all’occorrenza. Entrambi sognano di poter vivere il loro amore liberamente e di lasciare i rispettivi insopportabili compagni, ai quali rimangono legati a causa delle ristrettezze economiche.

Un desiderio che sembra avverarsi quando Sergio scoprirà di aver vinto 3 milioni di euro alla lotteria. In realtà questo è solo uno scherzo dei suoi colleghi e non c’è alcuna vincita. Ma questo nuovo status sociale, anche se non reale, darà nuova forza alla coppia di amanti che trascinerà le proprie famiglie in un viaggio on the road verso la Puglia.

“E’ un omaggio alla grande commedia all’italiana. Quel cinema ci ha educato. Allo stesso tempo ho avuto la conferma che gli italiani non cambiano, ma si adattano. La generazione precedente raccontava il boom economico, noi invece parliamo del tempo della crisi”, dice Castellitto.

A proposito dei riferimenti cinematografici il regista, Micciché, spiega: “Il rimando è a un certo tipo di cinema degli anni cinquanta e sessanta. Non a caso Sergio e Sabrina si chiamano sempre con i loro nomi, come Marcello Mastroianni si chiamava Marcello nelle commedie. E’ un tipo di cinema riproponibile nei nostri giorni. Parla dell’arte dell’arrangiarsi come i film di Scola e Monicelli. Penso a I soliti ignoti o a Brutti, sporchi e cattivi”.

I due protagonisti sul set con il regista

Questa inedita coppia di spiantati precari che da pezzente fingerà di essere ricca ha avuto una grande affinità sul set. “Non avevamo mai lavorato fianco a fianco, ma ci è sembrato di conoscerci da sempre”, dice Castellitto.

E la Ferilli: “Siamo due ‘cagaca..i’, quindi una certa affinità caratteriale c’era! Entrambi nel momento in cui siamo in scena togliamo e questo dà più verità. Inoltre non cadiamo nei cliché perché abbiamo grande umiltà e pudore nei confronti dei nostri personaggi”.

Nel film i due protagonisti sono circondati da una coralità di attori, tra cui Valeria Fabrizi, Matilde Gioli, Paolo Calabresi e Antonio Catania.
Questo piccolo romanzo popolare, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, nasce da un soggetto di Fabio Bonifacci e con ironia affronta il tempo della crisi in Italia, paese nel quale anche separarsi dal proprio compagno è diventato un lusso per pochi. “La povertà un tempo aveva una dignità, adesso si è rancorosi verso i ricchi e siamo ossessionati dal denaro”, dice Castellitto.

“Una commedia un po’ naif”, la definisce Sabrina Ferilli, che sul suo ruolo specifica: “Sono personaggi crudi e diretti, che potremmo incontrare ovunque, non da commedia sofisticata. Si sanno adattare e arrangiare: cosa che da un lato è il limite del nostro paese, dall’altro la sua forza”.

E Castellitto aggiunge: “E’ un film sopra le righe, come noi italiani. La vera commedia non deve sembrare reale, per quello ci sono i programmi come Report, ti deve portare un metro sopra o uno sotto anche rischiando di non essere credibile. Deve essere popolare, ma colta. Allo stesso tempo l’attore deve essere il miglior avvocato per il suo personaggio, deve stare dalla sua parte e lo deve difendere. Io e Sabrina siamo stati fortunati perché abbiamo avuto una grande alchimia, i nostri talenti e le nostre umanità sono entrate in una creta che ha funzionato”.

Data la bella affinità della coppia Ferilli-Castellitto e il finale un po’ aperto del film tutto lascia supporre che possa esserci un sequel: “Magari in Africa, non ho mai escluso nulla nella mia vita”, conclude Castellitto.

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