Se il riscatto passa dalla cucina

"Penso che ci sia sempre una seconda possibilità", dice Davide Minnella. Che dirige La cena perfetta, con Salvatore Esposito e Greta Scarano. Nelle sale dal 26 al 28 aprile
Se il riscatto passa dalla cucina
La cena perfetta

“Una storia d’amore nata all’interno di una cucina e con la camorra che minaccia sullo sfondo: è una ricetta perfetta”, così Salvatore Esposito alla presentazione de La cena perfetta, film in uscita nelle sale il 26, 27 e 28 aprile distribuito da Vision Distribution, nel quale recita al fianco di Greta Scarano.

Lui è Carmine, un camorrista dal cuore buono mandato a Roma per gestire un ristorante che ricicla soldi sporchi. Lei invece è Consuelo, una vera chef alla ricerca della perfezione in cucina. Insieme apriranno un ristorante desiderosi di ricevere la loro prima stella Michelin e soprattutto condividendo la speranza di avere un riscatto dalla vita.

Diretto da Davide Minnella, scritto da Stefano Sardo, Giordana Mari, Gianluca Bernardini e lo stesso Salvatore Esposito, e prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per Italian International Film, La cena perfetta è un film sulle seconde possibilità. Nel cast anche: Gianluca Fru, Gianfranco Gallo, Antonella Attili e Antonio Grosso.

“Penso che ci sia sempre una seconda possibilità”, commenta il regista che per girare le scene della cucina nel modo più veritiero possibile si è avvalso da una parte della consulenza della chef stellata Cristina Bowerman come coach (“Spesso in tv sono solo show invece qui si vede la realtà della cucina”, commenta lei) e dall’altra si è ispirato al mitico film d’animazione Ratatouille.

“Sono appassionata di cucina e di talent di cucina quindi non mi sembrava vero fare la chef – dice Greta Scarano -. Sono stata a lungo nel dietro le quinte del ristorante di Cristina dove lei e i suoi chef mi hanno impartito alcune lezioni. Lei giustamente mi diceva che era molto più difficile fingere di cucinare piuttosto che cucinare. E poi al mio fianco c’era Salvatore Esposito, un attore che stimo, e fa delle scelte bellissime, e infatti la sceneggiatura parlava da sola”.

Ed Esposito: “Abbiamo raccontato un camorrista, un personaggio cresciuto in una realtà nella quale non ha alternative. Ma che poi, quando ha la possibilità, fa la sua scelta. Ci sono tre elementi in questa storia: amore, cucina e camorra. E sono tutti e tre molto ben calibrati e credibili”.

Infine interviene lo sceneggiatore Stefano Sardo: “Abbiamo scelto di raccontare la collisione tra mondi apparentemente distantissimi. In realtà non lo sono affatto perché il mondo della ristorazione è un luogo del riciclaggio del denaro sporco. È un film che parte dal crime, ma poi  tutto si gioca sulla cena finale nella quale il cibo era fondamentale”.

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