Scoprendo La prima donna

La storia di Emma Carelli, diva dell'opera, impresaria di successo, estromessa dal fascismo: un'uscita evento dal 5 al 7 ottobre, scopri
Scoprendo La prima donna

Doveva uscire nelle sale cinematografiche l’8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Poi proprio in quei giorni l’Italia, e il mondo, hanno vissuto una stagione non prevista, che ci ha obbligato a ragionare diversamente su molte cose. E durante questi mesi alcuni temi sono esplosi nel dibattito pubblico con nuova evidenza. Più di molti, quello delle disparità e della violenza di genere. Ora La prima donna, il nuovo film documentario di Tony Saccucci, con protagonista Licia Maglietta, arriva finalmente sugli schermi, con un’uscita evento il 5, 6 e 7 ottobre, e la sua storia di una passata violenza di genere risuona più che mai attuale. Mentre nel frattempo ha ricevuto il Nastro d’argento del Sindacato Giornalisti Cinematografici come Miglior Docufiction del 2020.

Prodotto da Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con Teatro dell’Opera di Roma, Evento di Preapertura della scorsa Festa del Cinema di Roma, La prima donna racconta la vicenda vera, incredibile e dimenticata dai libri di Storia di Emma Carelli: diva assoluta del Teatro d’opera di inizio ‘900, soprano acclamata nei Teatri lirici d’Italia, Europa e Sudamerica, stimata da personaggi come Caruso, Arturo Toscanini, Gabriele D’Annunzio. Carelli raggiunge una fama enorme, e diventa la prima donna manager dello spettacolo in Italia, dirigendo il Teatro Costanzi di Roma (l’odierno Teatro dell’Opera). Emancipata, indomita, indipendente, negli anni Venti inizia a subire le gelosie e insidie dei colleghi uomini. E del suo ‘dossier’ arriva a occuparsi addirittura il capo del Governo, Benito Mussolini, che esercita pressioni di potere sul Teatro Costanzi e fa seguire la Carelli dalla polizia segreta.

Un regime che controlla tutti gli ambiti della vita sociale non può tollerare tutte le libertà conquistate dalla Diva. L’epilogo è drammatico. A Carelli viene tolta la direzione del suo teatro, e in una congiura del destino perde anche l’amore del suo compagno, Walter Mocchi, figura maschile doppia tanto in amore quanto nel gioco politico.

Sola, derubata delle sue passioni, Emma perde la vita in un incidente d’auto nel 1928: l’anno che registra il maggior numero di donne suicide nella storia d’Italia.

Emma muore come l’eroina di un melodramma, come la sua Tosca che aveva portato alla ribalta mondiale.

La sua storia, rimossa per decenni nell’oblio degli archivi, è una riscoperta attuale ed emozionante.

Il film vive delle straordinarie immagini dell’Archivio Luce e di film dell’epoca del Muto, intessute con riprese di oggi dentro il magnifico Teatro Costanzi, tra documenti inediti, foto, archivi sonori. E dell’interpretazione unica di Licia Maglietta, che dà voce e corpo al fantasma senza pace di Emma Carelli, e alla sua storia di ingiustizia e rivendicazione.

 

Il dramma di Emma è la storia delle donne. E oggi il tema della parità di genere è la questione politica per eccellenza, tornata di prepotenza alla ribalta. Perché c’è un procedere della storia che appiana tutte le ingiustizie. È l’astuzia della Ragione, la forza della Destino. Dio è maschio, e femmina. 

Questo film risveglia un fantasma senza pace e senza giustizia, con Licia Maglietta a dargli corpo e voce di verità, per provare a capire dove va cercata una giusta pace [dalle note di regia di Tony Saccucci]

 

La prima donna è supportato da alcune importanti associazioni che si dedicano alla sensibilizzazione sul ruolo delle donne nella società e nel lavoro:

Noi Rete Donne, Inclusione Donna, EWMD – European Women’s Management Development Network – Roma, Fidapa – Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari – sezione Roma, Pwn – Professional Women’s Network – Rome, Valore D, Associazione Emma Carelli

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