Sarà il mio tipo?

"L'amore è il punto di partenza di tutto", dice il regista belga Lucas Belvaux. Che dirige una commedia romantica sul conflitto città-provincia
Sarà il mio tipo?
Dalla natia Parigi un professore di filosofia viene trasferito in provincia  ad Arras nel nord della Francia. Qui conosce Jennifer, attraente parrucchiera. I due si frequentano e avviano una storia d’amore all’inizio semplice ma poi piena di complicazioni affettive. Un romanzo di successo in Francia (titolo originale Pas  son  genre di Philippe Vilain), una edizione italiana (Gremese editore) e un film che nel titolo rovesciano il significato e inventano una domanda. Sarà il mio tipo? diretto da Lucas Belvaux  è stato presentato alla stampa questa mattina, presenti il regista e il protagonista maschile, Loic Corbery.
“Una mattina alla radio ho sentito parlare con tanto entusiasmo del romanzo che mi è venuta immediatamente voglia di farne un film. In realtà il romanzo non era facile da adattare perché la storia è raccontata in prima persona. Così ho pensato a come equilibrare il punto di vista maschile dominante.  Avrei potuto fare riscorso alla voce fuori campo, ma sarebbe stato troppo introspettivo, e non volevo far prevalere un taglio romantico.  Così ho deciso di vedere i due personaggi, di farli parlare l’un l’altra, amarsi,confrontarsi. Ho scelto insommadi riequilibrare i punti di vista in modo da osservare i due personaggi dalla stessa distanza per trattarli allo stesso modo. Alla fine infatti, nonostante le loro differenze, mi sento vicino a lei quanto a lui. Amo gli stessi gusti di entrambi. Amo la musica popolare e quella colta. Forse ciò rende improbabile la storia d’amore ma mi permette di presentare uno scambio continuo tra loro due”. Corbery interviene a proposito del suo personaggio, il professore di filosofia: “Il copione è rimasto fedele al libro e la pagina scritta, carica di una grossa analisi dei sentimenti, è stata per noi come una Bibbia. Il personaggio  Clement forse appare troppo freddo ma è anche capace di risposte umane e di affrontare handicap affettivi , cambiando atteggiamento verso la fine”.  “Riguardo al finale –precisa Belvaux- io non voglio fare l’arbitro tra indipendenza e suicidio. Jennifer se ne va perché opera una scelta di grande libertà. Se ne va perché sa che, se rimanesse, farebbe durare ancora la sofferenza dell’amore”.  Nel ruolo di Jennifer c’è Emilie Dequenne, assente all’incontro, impostasi nel 1999 con la Palma d’oro vinta a Cannes per Rosetta dei fratelli Dardenne.
“Storia curiosa nei suoi confronti – dice Belvaux- Avevo scelto prima di lei Sophie Canton ma non era libera e quando ho cominciato il casting ho scelto subito Emily, anche se diffidavo della mia sicurezza nell’affidare il ruolo a lei. Ho cambiato genere rispetto ai miei titoli precedenti, ma non mi faccio domande, posso anche non sapere perché faccio un film, comincio e solo dopo mi pongo problemi di tipo formale”. L’amore oggi – dicono insieme i due –  è un punto di partenza per parlare di tutto. Anche la lotta di classe –che qui è importante- è oggi ancora sempre presente. Ci sono interessi antagonistici in amore, nel lavoro, anche nello svago.  Nella scontro città/provincia, Parigi (che in Francia rappresenta il Potere) è città permeabile e aperta, la provincia è spesso più ermetica.”
Molte suggestioni e spunti di riflessione attraversano Sarà il mio tipo?. Il film arriverà in sala, con una distribuzione molto mirata sul territorio da parte della Satin Film a partire dal 23 aprile.

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