Poetessa addio

E' morta ieri a Milano Alda Merini. Aveva 78 anni. I suoi versi sono stati tra le maggiori espressioni liriche del Novecento
2 Novembre 2009
Poetessa addio
La poetessa Alda Merini

E’ morta ieri pomeriggio a Milano, la poetessa Alda Merini. Aveva 78 anni e da tempo era in cura presso l’ospedale San Paolo di Milano per un tumore alle ossa. Considerata una delle più grandi voci poetiche del Novecento, la Merini era nata a Milano il 21 marzo del 1931, il primo giorno di primavera, una data significativa che la poetessa avrebbe ricordato così: “Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta”. Proprio la follia avrebbe segnato la sua avventura esistenziale e creativa, fino a condurla all’internamento in un ospedale psichiatrico all’inizio degli anni Settanta. Da quell’esperienza nasce la raccolta La Terra Santa del 1984, ritenuta il suo capolavoro. Un’opera che nel 1993 le è valsa il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale” per la poesia. Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Française. Tra le altre raccolte di versi ricordiamo Testamento, Vuoto d’amore, Ballate non pagate, Fiore di poesia 1951-1997, Superba è la notte, L’anima innamorata, Corpo d’amore, Un incontro con Gesù, Magnificat. Un incontro con Maria, La carne degli Angeli, Più bella della poesia è stata la mia vita, Clinica dell’abbandono e Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamorati. La sua poesia, visionaria e sommessa, occupa un posto di primo piano nella letteratura italiana del Novecento. Il 16 ottobre del 2007 le venne concessa dalla Facoltà di Scienze della Formazione di Messina, la laurea magistrale honoris causa, in “Teorie della comunicazione e dei linguaggi”. Il 1° giugno del 2002 il presidente Carlo Azeglio Ciampi la insignì dell’onorificienza di Commendatore al merito della Repubblica Italiana. Nella sua carriera artistica, Alda Merini si è cimentata anche con la prosa ne L’altra verità. Diario di una diversa, Delirio amoroso, Il tormento delle figure, Le parole di Alda Merini, La pazza della porta accanto (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996), La vita facile, Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi e Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta e con gli aforismi Aforismi e magie. All’ultimo festival di Venezia era stata presentata (alle Giornate degli Autori) la docu-intervista Alda Merini – Una donna sul palcoscenico di Cosimo Damiano Damato. Un autoritratto in cui la poetessa dei Navigli metteva a nudo l’anima dilaniata dalle sofferenze e la propria dimensione artistica. Col senno di poi un ultimo, prezioso, testamento di vita e poetica.

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