Parole d’Argento

"C'è in giro una gran voglia di ribellione", dice Claudio Amendola. Premiato ai Nastri con Martone, Germano, Munzi...
Parole d’Argento

Si terrà questa sera nella magnifica cornice del Teatro Greco di Taormina la cerimonia di premiazione dei Nastri d’Argento, il riconoscimento del Sindacato Giornalisti Cinematografici presieduto da Laura Delli Colli. Tra gli altri, Nastro dell’anno a Il giovane favoloso, regista del miglior film Paolo Sorrentino per Youth, migliore commedia Noi e la Giulia di Edoardo Leo.
Ecco le dichiarazioni di alcuni premiati:

Lillo (di Lillo & Greg, NdR), premio Nino Manfredi: “Ho con lui un’osmosi sin dall’infanzia, quando vidi Pane e cioccolata e Café Express: era capace di comicità e commozione insieme, un maestro, che anche noi nel nostro genere surreale cerchiamo di onorare, mettendoci grande umanità”.

Mario Martone, Nastro dell’anno per Il giovane favoloso: “Era un film rischiosissimo, ma ha saputo proseguire nella mente e nel cuore degli spettatori, che hanno ripreso in mano i libri di Leopardi”.

Elio Germano, Nastro dell’anno per Il giovane favoloso e Personaggio dell’anno Persol: “Avevamo grande paura dei giornalisti a Venezia all’anteprima del film, perché al Lido spesso si trasformano, il rapporto tra noi e loro diviene conflittuale. E invece no, l’accoglienza della stampa, in particolare quella italiana, è stata davvero buona”.

Francesco Munzi, premiato per la sceneggiatura di Anime nere: “Ci ho ripensato proprio in questi giorni, il lavoro di scrittura è stato strano, divertente. Mi ero innamorato del libro di Criaco, ma non sapevo come rendere la storia: ci siamo entrati dentro a poco a poco, con modalità documentaristica, grazie ai miei co-sceneggiatori Fabrizio Ruggirello, purtroppo scomparso, e Maurizio Braucci”.

Claudio Amendola, migliore attore non protagonista per Noi e la Giulia: “La scena in cui impugno falce e martello contro i camorristi? Fosse un messaggio politico vorrebbe dire che SEL starebbe all’80% dei consensi per come è stata apprezzata, viceversa, ha colpito nel segno perché in giro c’è una gran voglia di ribellione, di prendere a calci in culo i prepotenti”.

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