Olmi in Mostra

"L'ultimo dei grandi vecchi, il primo dei grandi giovani del cinema italiano": oggi nel doc E venne l'uomo a Venezia Classici
Olmi in Mostra

E venne l’uomo – Un dialogo con Ermanno Olmi, prodotto da Rai Movie e dirretto da Alessandro Bignami, sarà presentato oggi, 8 settembre (ore 17.15, Sala Volpi), alla 73. Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia nell’ambito della sezione Venezia Classici, dedicata ai classici restaurati e ai documentari sul cinema.

Nel dialogo con il critico de Il Fatto Quotidiano e la Rivista del Cinematografo Federico Pontiggia, Ermanno Olmi riflette sulla sua poetica, sui valori umani, le volontà umaniste e le aspirazioni solidali che la delineano, restituendo un cinema fatto di silenzi, capace con la forza della coerenza e dell’originalità di staccarsi dal rumore di fondo dell’audiovisivo contemporaneo: “Sulla scorta di Camus, Olmi – dice Pontiggia – crede che ‘se vuoi che un pensiero cambi il mondo, prima devi cambiare te stesso’”: guardando i suoi film, in fondo, possiamo cambiare anche noi”.

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Leone d’Oro alla carriera nel 2008, Palma d’Oro per L’albero degli zoccoli nel 1978, regista e sceneggiatore di opere universalmente apprezzate quali La leggenda del santo bevitore (1988), Il mestiere delle armi (2001) e Torneranno i prati (2014): Ermanno Olmi, da oltre 50 anni, racconta la realtà con il rigore di un cineasta che si sente e si vuole sempre agli esordi: “E’ l’ultimo dei grandi vecchi, e il primo dei grandi giovani del cinema italiano. Ha il rigore, il nitore e la curiosità – afferma Pontiggia – di rinnovarsi e stupirsi a ogni film, senza abbandonare la sottile linea rossa della sua poetica: l’umanesimo”.

Nato dalla passione per il Cinema e dall’esigenza di fare Servizio Pubblico, valorizzando il prezioso repertorio custodito nelle Teche Rai, E venne l’uomo è la testimonianza lucida e sincera, appassionata e profonda, commossa e divertita di un saggio, Ermanno Olmi, che per immagini, suoni e poesia continua ad alimentare il suo percorso autoriale, il nostro immaginario esistenziale e il comune desiderio di conoscere l’Uomo: “Incontrarlo significa – conclude Pontiggia – conoscere e riconoscere un cantore del silenzio per immagini e suoni, un profeta laico che ha fatto del cinema la sua missione, dei film le sue parabole, degli spettatori i suoi compagni”.

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