Oggi in tv, Olmi in prima serata

Visioni in quarantena sui canali free. Classici moderni e nuove voci del cinema europeo tra i consigli della redazione per venerdì 10 aprile
10 Aprile 2020
In evidenza, Tv
Oggi in tv, Olmi in prima serata

Rai 3 omaggia Bergamo e la sua comunità, duramente colpita dal Covid-19, proponendo in prima serata L’albero degli zoccoli, il capolavoro di Ermanno Olmi premiato con la Palma d’Oro a Cannes nel 1978. Sugli altri canali in chiaro, spazio a classici intramontabili, mélo autobiografici e commedie corali. In nottata, il folgorante debutto di un giovanissimo autore russo. Ecco i consigli della redazione di Cinematografico per venerdì 10 aprile.

 

L’ALBERO DEGLI ZOCCOLI – Rai 3, ore 21:00

“Il mio film rappresenta un mondo ormai così lontano, che ci siamo lasciati indietro e tuttavia qualcosa di quel tempo e di quella vita semplice ci ammonisce su questo nostro presente pieno di inquietudini. Forse uno sguardo mediato sulla condizione della zolla di terra che ci dà da vivere ci farebbe consapevoli di appartenere tutti alla medesima casa delle nostre origini. Una casa di cui avremo sempre bisogno e che dovremo tornare a rispettare. Una casa comune per una famiglia comune”. (Ermanno Olmi)

 

 

C’EST LA VIE! – Rai Movie (canale 24), ore 21:10

“Tre anni dopo Samba, i re del feel-good movie alla francese (Quasi amici) realizzano il loro film più convincente. Se il soggetto è banale e il suo sviluppo convenzionale (i fusibili saltano, il piatto principale si guasta, le suocere incanagliscono), il punto di vista è originale. Eludendo il sempiterno regolamento di conti familiari, Éric Toledano e Olivier Nakache seguono l’attività frenetica agita dietro le quinte da una piccola impresa multietnica di cuochi pagati in nero, camerieri improvvisati senza il permesso di soggiorno, fotografi frustrati, maître de salle pedanti, sedicenti cantanti poliglotti. Commedia corale, C’est la vie! cerca i suoi coristi ai quattro angoli del cinema francese.” (Marzia Gandolfi)

 

LA MALA EDUCACION – Cielo (canale 24), ore 21:15

All’inizio degli anni ’60, in un collegio religioso, due ragazzi, Ignacio e Enrique, scoprono l’amore, il cinema e la paura. Testimone e parte attiva delle loro scoperte è Padre Manolo, direttore del collegio e professore di Letteratura. I tre personaggi si incontreranno altre due volte nel corso della vita: alla fine degli anni ’70 e nell’80. Questi incontri segneranno la vita e la morte di alcuni di loro. A partire dai ricordi infantili, Pedro Almodóvar costruisce un film a scatole cinesi: tra passato e presente, la vita si trasforma in mélo, con inganni, scambi di persona, ritorni improvvisi.

 

QUASI AMICI – Canale 5, ore 21:20

“La musica classica, la pittura, l’amore per gli sport estremi – il parapendio la causa dell’incidente che lo ha reso paraplegico -, il mondo dorato di Philippe contrapposto al grigiore della periferia parigina dove vive ormai da anni il giovane senegalese: grigiore che l’handicap del primo sembra costringere a dover subire perché così vuole “l’etichetta”, asfissianti cure amorevoli e premurose da parte di un’umanità che, da sempre, si rapporta al “malato” come fosse fragilissimo cristallo. L’importante è che non si rompa: “rottura” di cui invece ha bisogno Philippe, che in Driss intravede la forza (non solo muscolare) di cui ha bisogno per continuarsi a sentire vivo. E allora basta ai soliti giretti sul furgone per handicappati e via a tutta velocità sull’esplosiva Maserati ormai parcheggiata da troppo tempo: perché di immobilità ne basta una e il mondo intorno è ora che lo comprenda.” (Valerio Sammarco)

 

TESNOTA – Rai 3, ore 1:30

Segnatevi questo nome: Kantemir Balagov. Classe 1991, allievo di Aleksandr Sokurov, a Cannes 2017 (in Un Certain Regard) porta la sua opera prima, e sorprende. Sì, perché Tesnota (Closeness) è un film che ha un’identità molto forte, sia per quello che decide di inquadrare sia per il modo in cui decide di farlo. Lo si intuisce da subito, dall’aspect ratio 1.33 che, naturalmente tende ad includere, ingabbiare maggiormente tanto la storia quanto i suoi protagonisti. [..]  Ambientato negli stessi luoghi dove il regista è nato e cresciuto, basato sull’insieme di alcuni fatti reali avvenuti in quegli anni, mantiene sempre alta la tensione opprimente e claustrofobica.” (Valerio Sammarco)

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