Nel nome di Soledad

"Una scelta di cuore, non di testa", dice Agustina Macri. Che porta sullo schermo la storia tragica degli anarchici Sole e Baleno
Nel nome di Soledad

“La scelta di parlare di questa storia è venuta dal cuore, non dalla testa”. A parlare è Agustina Macri, figlia dell’attuale presidente dell’Argentina Mauricio Macri, che ha presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella città la sua opera prima intitolata Soledad. Il film racconta una storia vera che vede protagonista Soledad Rosas, morta suicida all’età di ventiquattro anni. Questa giovane ragazza argentina arrivò a Torino nel 1997 e da lì iniziò a frequentare gli ambienti squatter della città, poi divenendo la compagna dell’anarchico Edoardo Massari, detto Baleno. La coppia fu arrestata con l’accusa di aver compiuto atti di terrorismo contro la costruzione della rete ferroviaria ad alta velocità (Tav) in Val Susa e di partecipazione a banda armata. Il 23 marzo Edoardo Massari fu trovato morto nella sua cella nel carcere torinese de Le Vallette. Pochi giorni dopo, l’11 luglio, Soledad si tolse la vita nel bagno di casa, dove viveva agli arresti domiciliari.

“Ho conosciuto questa storia leggendo il libro Amor y anarquia scritto dall’argentino Martin Caparros, e prima di girare il film ho fatto diverse ricerche su internet”, dice Augustina Macri a proposito della genesi della pellicola. “Ho amato Soledad. Ho cercato di raccontare questa storia con rispetto e con responsabilità -prosegue la regista- Anche la madre di Soledad mi ha dato la sua benedizione su questo film: mi ha detto che era stato fatto con amore”. Tante però sono state le proteste da parte del mondo anarchico, sia durante le riprese a Genova che questa mattina con scritte sulla tensostruttura di Alice che ospiterà nel pomeriggio la proiezione del film. Le accuse sono di sciacallaggio e di volerne fare un prodotto commerciale. “Non me le aspettavo tutte queste proteste. Sono dalla loro parte e penso che l’unico modo per far conoscere una storia sia quello di raccontarla. Tutti abbiamo diritto alla libertà di espressione. Abbiamo provato diverse volte a parlare con gli anarchici, ma loro non ne hanno voluto sapere di un confronto. Però noi restiamo aperti ad un dialogo”, dice la Macri.

Dà il volto a Soledad l’attrice e cantante argentina Vera Spinetta, mentre nel ruolo di Baleno c’è Giulio Corso: “Erano due innocenti, lui era un anarchico integralista che non aveva più voglia di essere privato della propria libertà. L’anarchico decide liberamente della propria vita. A Genova venivano sul set e ci chiamavano ‘merde’”. E Viola Sartoretto, un’altra attrice del film, aggiunge: “Ci sono storie che devono essere raccontate. Quella di Sole e Baleno era una di queste. Non la conoscevo nonostante sono torinese e sono cresciuta con le scritte sui muri: ‘Sole e Baleno vivono’”.

Nel 2002 la Corte di Cassazione lasciò cadere l’accusa di sovversione e terrorismo per mancanza di prove. “E’ una storia di ingiustizia. Lo Stato ha cercato dei capri espiatori”, conclude Augustina Macri.

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