Nastri seriali

Montalbano, Gomorra e L'amica geniale premiate dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani
Nastri seriali
L'amica geniale - Storia del nuovo cognome - Foto Eduardo Castaldo

Tre premi d’onore per i Nastri “serie tv”: Montalbano, Gomorra e L’Amica geniale. Sono i premiati della “Serie d’Argento” ovvero i nuovi Nastri dedicati alla grande serialità organizzati dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani in collaborazione con la Film Commission Regione Campania, che al momento ha i set più importanti delle serie tv. Le prima cinquine arriveranno nel 2021.

“Abbiamo deciso di istituire questo premio frutto del lavoro collettivo. Saremmo dovuti partire a marzo, poi è scoppiata la pandemia. Questo progetto si realizzerà in pieno nel 2021, anno in cui ricorrono anche i 75 anni dei Nastri d’Argento”, dice la presidente del SNGCI Laura Delli Colli, che poi ha dato la parola al ricco parterre di addetti ai lavori.

A cominciare da Titta Fiore, presidente della Film Commission Regione Campania, in collegamento virtuale da Napoli: “Attualmente qui stanno girando la quinta stagione di Gomorra e anche la terza stagione de L’amica geniale, ma sono in programma anche tanti altri appuntamenti, tra cui Maradona, serie internazionale sul periodo napoletano del grande calciatore, Il commissario Ricciardi, Vivi e lascia vivere diretta da Pappi Corsicato e Mare fuori. Insomma c’è davvero molto in cantiere perché la crescita delle produzioni è stata davvero esponenziale”. 

Sono poi intervenuti diversi produttori. Riccardo Tozzi (Cattleya), che ha anticipato di avere in serbo un progetto megalomane su più stagioni basato su un classico della letteratura italiana del passato che si svolgerà a Napoli, dice: “Questa iniziativa è segno di vitalità intellettuale dei Nastri d’argento. Il premio, dato da una giuria di giornalisti, è importante e gratificante per il nostro lavoro. Noi italiani ci siamo inseriti in modo sorprendente nella nuova serialità e abbiamo raggiunto grandi risultati a livello internazionale. Una serialità che è fortemente radicata nel cinema e anche nella letteratura. Quindi veramente possiamo parlare di una vera e propria industria culturale. Inoltre voglio sottolineare che Napoli è una città che ha una grande creatività e un’immensa tradizione culturale. Sono davvero contento che sia fiorita così tanto”.

Carlo Degli Esposti (Palomar): “Fa piacere veramente avere un riconoscimento di questo tipo per Il commissario Montalbano. Voglio anche evidenziare che le grandi serie internazionali sono campane e siciliane. Due regioni dietro le quali c’è una forte tradizione teatrale. Insomma senza teatro non c’è una grande tv”.

Domenico Procacci (Fandango): “Sono contento sia per Gomorra che per L’amica geniale. Se le avessi realizzate da solo non avrebbero avuto il successo che poi hanno ottenuto. Talvolta creare alleanze aiuta. E, da meridionale, sono anche felice per Napoli, che contrasta il solito stereotipo del sud che non produce. Bisogna fare i conti con una realtà che sta cambiando e la serialità è un modo moderno ed efficace per farlo”.

Lorenzo Mieli (Wildside-Fremantle): “Il nostro compito è quello di portare gli scrittori e i registi a continuare a lavorare e a scommettere sulle serie. Spero che l’industria cinematografica e audiovisiva possa continuare a fiorire”.

Anche Saverio Costanzo, regista de L’amica geniale, ha ringraziato per il riconoscimento ricevuto, sottolineando poi l’importanza di Napoli: “Non la conoscevo e faticherò a privarmi di questa città nel mio prossimo futuro artistico”.

Nicola Maccanico (Sky): “Voglio ringraziarvi per aver accomunato un premio nobile come i Nastri d’argento alla serialità televisiva”. E Giancarlo Leone, presidente Associazione Produttori Audiovisivi, conclude: “Il più antico premio cinematografico ha aperto le porte al prodotto audiovisivo. Questa iniziativa è importantissima e fa in modo che tutti giochino nella stessa squadra. Una volta la tv era di serie b e il cinema di serie a, oggi tutti giocano in Champions”.

Infine Stefano Sardo, sceneggiatore di 1992 e In Treatment, conclude: “Siamo felici che ci sia un premio per la tv, una realtà artistica e industriale importante che talvolta viene raccontata come un prodotto senza identità autoriale. E’ un riconoscimento che colma una ferita che abbiamo sentito in questi anni”.

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