L’arte dell’inganno

"Noi chiamateci ladri ma artisti della truffa: vendiamo sogni", dicono Marco Giallini ed Edoardo Leo. Bizzarra coppia di imbroglioni in Loro chi?
10 Novembre 2015
Al cinema, In evidenza
L’arte dell’inganno

Rispetto ai grigi farabutti di Stato e ai loro traffici da burocrati, gli imbroglioni del cinema sono di norma più simpatici. Portano una tale ventata di vitalità e di allegria nelle vite dei truffati da far dimenticare l’abietto e banale movente delle loro azioni: il denaro. Sono truffatori dal cuore romantico e adorabili mascalzoni, sono quelli da cui vorremmo essere sempre raggirati, leggende da cinema americano (da La stangata a Ocean’s) o mattatori e magliari di italica schiatta.

Un’eredità che Marco Giallini ed Edoardo Leo provano a raccogliere “con tutte le cautele del caso”, ovvio, in Loro chi?, nuova produzione italiana targata Warner, dal 19  novembre in 350 sale. Una commedia che oltre a riproporre l’accoppiata Giallini/Leo (di nuovo insieme dopo Buongiorno papà) ne lancia una inedita in regia, quella formata dallo sceneggiatore Fabio Bonifacci e dal regista televisivo Francesco Micciché, che puntualizza: “Esordienti sì, ma molto esperti”. In effetti sul curriculum di Miccichè ci sono “oltre cinquanta prime serate di fiction”, mentre Bonifacci ha scritto una ventina di film, quest’ultimo incluso. Loro chi? nasce da una sua esperienza personale: “Nella vita tendo ad essere un truffato. Mi fido di tutti, persino dei politici”, confessa Bonifacci. Salito qualche anno fa agli onori della cronaca per un raggiro perpetrato ai danni del comune di Manfredonia da “un croato con una gamba sola” che si era spacciato per lui. “Il truffatore andava in giro dicendo di voler fare dei sopralluoghi in città per il suo prossimo film. In cambio aveva ottenuto ospitalità gratuita in un albergo di lusso, cene col sindaco e notti calde con due aspiranti attrici”.

L’episodio viene ripreso tale e quale – ma ambientato a Trani – nel film, in cui Leo interpreta un impiegato d’azienda frustrato, gabbato da un uomo (Giallini) che gli porta via tutto dandogli in cambio però una possibilità di riscatto nel ramo truffe. E che truffe: “Mi sarei fatto truffare anch’io”, ammette Giallini: “Dopotutto – si domanda – è meglio credere qualcosa di bello per un mese o continuare a vivere una vita mediocre e senza illusioni per sempre?”.
La pensa allo stesso modo Edoardo Leo “: “A volte è bello essere ingannati, illudersi di abitare mondi che qualcun altro ha costruito per noi. Pensate che a un bambino faccia piacere sapere che babbo natale in realtà non esiste?”
“C’è un legame molto forte tra l’arte e la truffa – chiosa Bonifacci -. Non sono i migliori film quelli ti fanno vivere vite che in effetti non esistono?”

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